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lunedì, maggio 18, 2009 We will not retreat: this band is unstoppable!
Finalmente venne il giorno. Torno su questo blog per scrivere dell'esibizione dei 65daysofstatic. Anni di attesa per il gruppo che sta dando una nuova chiave di lettura al post-rock, sporcandolo con influenze elettroniche ai limiti della tecno. Gli organizzatori avevano avvisato di arrivare puntuali, per non rischiare di rimanere fuori. In effetti senza prevendita erano in molti a temere. Per l'inizio dei romani La Calle Mojada c'è già un discreto numero di persone, nonostante siano "soltanto" le 22. In circa mezz'ora ci deliziano con il loro shoegaze delicato. Riescono a catturare l'attenzione, nonostante l'attesa spasmodica per il gruppo principale. Per l'inizio dei 65daysofstatic l'Init esplode di gente, come raramente mi era capitato di vedere (ai Liars, soprattutto). Il gruppo di Sheffield inizia dalle derive prese negli ultimi tempi, dove è l'elettronica cafona ad essere presente maggiormente. Arriva presto "Retreat! retreat!" a riportare tutto sui binari che ci aspettavamo. E' il pezzo scatenante, che accoppiato a "Await Rescue" infuoca definitivamente la serata. L'energia dirompente del quartetto travolge il pubblico. Non avevo mai visto gente ballare a un concerto post-rock. Qualcuno potrebbe obiettare che le loro movenze invasate siano un po' da poser. Ma se si suona quel tipo di musica è tutto perdonabile, anzi. Si è totalmente coinvolti nelle loro evoluzioni, nella loro foga vorticosa. Volendo fare le pulci, i volumi delle chitarre erano bassi rispetto al resto. Pecche trascurabili, rispetto alla mostruosità del batterista, ai divini accordi di pianoforte di "Radio Protector", altro brano che si aspettava al varco. In una scaletta che ricalca abbastanza il loro disco live uscito di recente, ci sono mancanze che tuttavia vengono dimenticate anche da noi. Nel contesto di sconfinata intensità emotiva, canzoni che su disco ritenevo minori vengono riscoperte e adorate: "Primer" e "Fix the sky a little" su tutte. La coda del concerto torna all'elettronica cafona. Il ritorno sul palco per acclamazione si conclude con "AOD" che ci lascia impietriti, coi lucciconi agli occhi. Il miglior concerto dell'anno, finora. Foto: (le trovate tutte qui) ![]() Video: - Piano fights - Primer - Radio Protector + DB e intro di A Failsafe P.s. Chi è stato ai concerti italiani avrà notato che sono stati suonati alcuni brani sconosciuti, o inediti. Cercando su youtube, confrontando con le abbreviazioni della scaletta, ho trovato alcune cose di un live a Glasgow. - WK4 - TD - CBLS scritto da SigurRoS |
13:50 | commenti (2)
sabato, aprile 04, 2009 Mr Obama! Mr Obama! AHO NEGRO E GIRATE N'ATTIMO!
Questa mattina ero alla manifestazione della CGIL. Un'immensa scampagnata a grande partecipazione. Vedendo tutta questa gente che era accorsa da ogni parte d'Italia, la domanda era: "Ma su queste basi, come può invece esserci Berlusconi al governo?". Cosa succede nelle cabine elettorali a questa gente? Ok, non v'è corrispondenza fra sindacato e partiti politici, lo sappiamo. Una partecipazione così numerosa a una manifestazione dovrebbe far riflettere la sinistra. La sinistra che dovrebbe avere la forza dei numeri, la forza dei lavoratori. Una sinistra che ha smesso di essere fra le persone, senza tutelare davvero gli interessi del popolo. Preoccupati sempre a distinguersi in partitini del cazzo, mentre l'altra parte con proposte populiste scippava voti di intere classi lavoratrici. Una sinistra che ha smesso di essere sinistra (banale, lo so). L'interrogativo delle prime righe mi è rimasto anche quando me ne sono tornato a casa. Poi uno guarda i giornali e la risposta arriva. L'Italia è degnamente rappresentata da quell'essere. Sono anni che fa figure di merda internazionali in ogni occasione. E quando uno vede i video, con la gente che gli ride dietro, è ancora peggio della semplice notizia. L'ultima nella tregiorni di gaffes continue è Erdogan: "Ci ha rassicurato Barack" Il Cavaliere: "E' merito mio". Goffo tentativo di giustificarsi, quando invece dopo la sua telefonata la Turchia aveva confermato il veto a Rasmussen. Ora manca che faccia a gara a chi ce l'ha più lungo. Probabilmente mentre sto scrivendo uscirà l'ansa corrispondente alla mia fantasia. Ci ha dimostrato negli anni che non c'è mai limite alla sua assenza di buon gusto. E gli italiani se lo meritano, perchè sono come lui. Quelli che stanno al cellulare nelle situazioni più incredibili (durante il minuto di silenzio per la commemorazione dei morti, che in Italia dura 15 secondi); quelli che fanno casino nella solennità; quelli che fanno a gara a prendersi meriti non propri. Quegli italiani che all'estero sono considerati dei "buffi stupidi cosi", tutti allegri, che vanno compatiti perchè non sono civilizzati. Bisogna indignarsi sempre, anche se ormai siamo assuefatti a tutto. E distinguere l'indignazione dallo snobbismo. Perchè al "Io non sono così" dovrebbe seguire anche un "cerchiamo che meno persone siano così". C'è bisogno di una profonda "rieducazione" della società civile, semmai questa sia stata educata. Sempre utopici siamo qua. scritto da SigurRoS |
18:22 | commenti (1)
sabato, marzo 28, 2009 "See how we come
slowly undone on days like this we're not so young" Dopo un lungo periodo di assenza da questa pagina dovuto a motivi vari e poco interessanti, mi sembrava doveroso tornare per parlare del concerto di Barzin.
Dopo di loro è la volta dei Blessed Child Opera. Non avevo aspettative per loro e anche dopo il loro set non ne ho. Per carità, nessuno dice che facciano schifo. Tuttavia l'accostamento in questa serata non mi è sembrato azzeccatissimo. Fanno il loro compitino, niente di più, prestandosi ad un ascolto distratto, perchè se ci avessi messo attenzione sarei ancora alla ricerca delle mie palle. Non c'è uno spunto che mi abbia colpito, ahimè. La gente sbadiglia, mentre alcuni accaniti fan danzano, persi nelle fini trame musicali.Oltre all'esibizione del cantante canadese-iraniano l'evento speciale è la venuta nella Capitale di un noto blogger ormai perso nella socialità e nei presenzialismi più mondani. Ad innaugurare la serata sul palco dell'Init sono i Sea Dweller, di cui abbiamo già parlato da queste parti. Parole sempre positive, nei loro riguardi. Novità visibili rispetto a quando li abbiamo lasciati: l'uso di una tastiera in due brani e il batterista nuovo, che da qualche live è già presente nel gruppo. Si confermano dunque come un'ottima realtà e alcuni pezzi nuovi denotano una certa evoluzione. In bilico fra dilatazioni e ritmo, elementi apparentemente in contrasto, che nel loro caso risultano vincenti. Barzin fa il suo ingresso con la band a mezzanotte passata. Le atmosfere sognanti (ahah) e maliconiche del cantautore dal vivo prendono una piega tenue, senza mai rischiare di essere soporifere. Chi l'ha apprezzato soltanto nella sua ultima uscita potrebbe rimanere deluso dalla scaletta, che inizia con "Let's go driving" e prosegue con "Past all concerns", tratti da precedenti album. Quelli proposti da Notes to an absent lover alla fine saranno solo tre, come altrettanti saranno gli inediti. Barzin stesso ironizza sul fatto che sia in tour in Europa per promuovere un disco che non suona poi tanto dal vivo. L'ironia accompagna tutti i momenti tra un pezzo e l'altro durante i quali Barzin si rivela un intrattenitore gradevole. "Queen Jane" era attesa al varco e viene eseguita alla grande, così come "Lost". Per più di un'ora, la delicatezza sarà l'elemento distintivo che è possibile cogliere in molti particolari; negli arrangiamenti dove spesso lo xilofono è presenza timida; nel modo leggero in cui Barzin pizzica la sua chitarra acustica; nella sua voce calma, vellutata e calda. Grande classe quindi, anche nella cover di Cohen con la quale chiude la prima parte del concerto. Al rientro l'unico bis concesso è "So much time to call my own". A voler cercare il pelo nell'uovo, avrebbe potuto chiudere con la splendida "Leaving Time", unica vera mancanza in una serata che si avvicina alla perfezione. scritto da SigurRoS |
17:42 | commenti (4)
martedì, febbraio 17, 2009 MANIFESTO DEL DOPOFUTURISMO
1. Noi vogliamo cantare il pericolo dell'amore, la creazione quotidiana dell'energia dolce che mai si disperde. 2. L'ironia, la dolcezza e la ribellione saranno elementi essenziali della nostra poesia. 3. L'ideologia e la pubblicità hanno esaltato finora la mobilitazione permanente delle energie produttive e nervose dell'umanità per il profitto e per la guerra, noi vogliamo esaltare la tenerezza il sonno e l'estasi, la frugalità dei bisogni e il piacere dei sensi. 4. Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza dell'autonomia. Ciascuno ha il suo ritmo e nessuno deve esser costretto a correre a velocità uniforme. Le automobili hanno perduto il fascino della rarità e soprattutto non possono più svolgere il compito per il quale furono concepite. La velocità è diventata lenta. Le automobili sono immobili come tartarughe stupide nel traffico cittadino. Solo la lentezza è veloce. 5. Noi vogliamo cantare l'uomo e la donna che si accarezzano per meglio conoscersi e per meglio conoscere il mondo. 6, Bisogna che il poeta si spenda con calore e prodigalità per aumentare la potenza dell'intelligenza collettiva e per ridurre il tempo del lavoro salariato. 7. Non vi è più bellezza se non nell'autonomia. Nessuna opera che non esprima l'intelligenza del possibile può essere un capolavoro. La poesia è un ponte gettato sull'abisso del nulla per creare condivisione tra immaginazioni diverse e liberare singolarità. 8. Siamo sul promontorio estremo dei secoli… Dobbiamo assolutamente guardare dietro di noi per ricordare l'abisso di violenza e di orrore che l'aggressività militare e l'ignoranza nazionalista possono in ogni momento scatenare. Viviamo da molto tempo nella religione del tempo uniforme. L'eterna velocità onnipresente è già dietro di noi, nell'Internet, perciò ora possiam dimenticarla per trovare il nostro ritmo singolare. 9. Noi vogliamo ridicolizzare gli idioti che diffondono il discorso di guerra: i fanatici della competizione, i fanatici del dio barbuto che ci incita al massacro, i fanatici terrorizzati della disarmante femminilità che c'è in noi tutti. 10. Vorremmo fare dell'arte forza di cambiamento della vita, vorremmo abolire la separazione tra poesia e comunicazione di massa, vorremmo sottrarre il dominio sui media ai mercanti per consegnarlo ai sapienti e ai poeti. 11. Canteremo le folle che possono infine liberarsi dalla schiavitù del lavoro salariato, canteremo la solidarietà e la rivolta contro lo sfruttamento. Canteremo la rete infinita della conoscenza e dell'invenzione, la tecnologia immateriale che ci libera dalla fatica fisica. Canteremo il cognitario ribelle che si mette in contatto con il proprio corpo. Canteremo l'infinità presente e non avremo più bisogno di futuro. FONTE QUI Ottima uscita. scritto da SigurRoS |
13:26 | commenti (1)
sabato, dicembre 27, 2008 Anno di certezze nei nomi e di indecisione sui piazzamenti. I primi due sono vicinissimi, il terzo è inevitabile. Archiviamo e pensiamo già ai primi nomi del 2009 (Barzin, Anthony e Animal Collective). *
1) Thee Silver Mt. Zion Memorial Orchestra & Tra-La-La Band - 13 Blues for Thirteen Moons 2) Gregor Samsa - Rest 3) Mogwai - The Hawk is Howling 4) Matt Elliott - Howling songs 5) Portishead - Third 6) Micah P. Hinson - Micah P. Hinson and the Red Empire Orchestra 7) Bon Iver - For Emma, forever ago 8) Parenthetical Girls - Entanglements 9) Notwist - The Devil, You + Me 10) Offlaga Disco Pax - Bachelite poco fuori(11esimo n-esimo in ordine sparso): beach house - british sea power - the low lows - neil halstead - tv on the radio - damien jurado - evangelista - maybeshewill - hercules and love affair - no age - vic chesnutt - mooncake - this will destroy you - dummo - the magnetic fields - god is an astronaut - mark kozelek - sigur ros - secret shine - balmorhea - scott matthews - deerhunter - david grubbs - vampire weekend - the samuel jackson five - thalia zedek band - the new year più fuori(n-esimo ex aequo): baustelle - the breeders - bachi da pietra - a weather - joan of arc - le luci della centrale elettrica - sun kil moon - mercury rev - m83 - don turbolento - the drift - r.e.m. - yuppie flu - the lucksmiths - tupolev - girls in hawaii - fleet foxes - the dead science - foals - eric chenaux - okkervil river - xiu xiu - september malevolence - wolf parade - windsor for the derby - fursaxa - ultraviolet makes me sick - her name is calla dispersi(innamoramento istantaneo, ma poi nulla): the verve (buon singolo) - ladytron - cut copy - death cab for cutie - los campesinos - school of language - hot chip meglio dimenticare: conor oberst (ahia) - afterhours(devo proprio..) - vetiver - adem - calexico - times new viking - fujiya&miyagi - we are scientists non gli ho dato fiducia a priori(potrei pentirmene?): beck - does it offend you, yeah! - bugo ce li rivedremo di sicuro o quasi (cresci bene che ripasso): for a minor reflection - glasvegas - atlas sound - all the saints * Disclaimer: chi non c'è è per dimenticanza mia, o perchè non lo ritenevo nemmeno classificabile. ![]() Classico Discobravo scritto da SigurRoS |
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domenica, dicembre 07, 2008 Ho il male di vivere o è il troppo caffé?
"Sanremo non è il diavolo. Il diavolo è il modo di concepire la musica in un certo modo. Credo che ci siano trasmissioni televisive che sono qualitativamente peggio di Sanremo. Se una certa scena andasse a Sanremo, e gli fosse permesso di essere quello che è, non ci vedrei niente di male. Se mi facessero suonare LIVE, e quindi mi facessero fare quello che voglio io, le mie canzoni come voglio io senza fare il pagliaccio, ci andrei, sicuramente. Il problema è che Sanremo è mondo dello spettacolo, e quindi dentro si muovono un sacco di pagliacci, e quando ci vai devi un pò diventare pagliaccio. Questo è il grosso problema. Però, al di là di questo, secondo me veramente con ogni mezzo necessario vuol dire tutto, vuol dire veramente contaminare in qualsiasi modo. Se ci suicidiamo facendo gli integralisti non andremo da nessuna parte. Una situazione così favorevole per riuscire a a scardinare certi sistemi io non l'ho mai vista in quindici anni. " Manuel Agnelli, 30/06/99 Sanremo, ecco i primi nomi Il settimanale "TV Sorrisi e Canzoni", nell'edizione nelle edicole domani 8 dicembre, anticipa quelli che sarebbero i possibili partecipanti a Sanremo 2009. La kermesse ligure, che sarà capitanata da Paolo Bonolis, allinea -come anticipa l'agenzia Ansa- sia nomi "storici" sia proposte più fresche. Tra i veterani ipotizzati dal Toto-Sanremo: Patty Pravo e Matia Bazar. Tra le firme più giovani: Afterhours, Marco Carta e Lost. Inoltre "sembrano ormai certi" Povia e Pupo. Tra gli otto "padrini" che affiancheranno altrettante Proposte 2009, sarebbero confermati -aggiunge "TV Sorrisi e Canzoni"- Pino Daniele, Zucchero e Massimo Ranieri, cui si potrebbe aggiungere Lucio Dalla, ancora in trattative. Un po' in ritardo, rispetto alla "situazione favorevole". Staremo a vedere. scritto da SigurRoS |
22:53 | commenti (3)
venerdì, novembre 21, 2008 Parole precarie
Io sono un precario e me ne vanto Io c'ho er tempo libero Me la suono e me la canto Passo le ore a ragionare Non faccio conti, non ho preoccupazioni Io non vivo in funzione delle rotture di coglioni Il sole nascere lo vedo tutti i giorni E seduto al bar lo aiuto a tramontare L'unica fatica è il videopoker, per il resto è tutto un osservare La gente che cammina, che corre a lavorare Migliore amico è il Tavor, un po' l'auricolare Chi ha bisogno di progettare Chi si deve manifestare Chi vuole comunicare Io al massimo passo le ore a ragionare Io sono un precario e sto da Dio, me ne vanto Mi godo il tempo libero Vivo sano e me la canto Dal fabbisogno sto lontano Nei sondaggi non presenzio Sono invisibile, interinale Non produco, non sporco Non ho un massimale L'assicurazione non m'ha mai cercato Il canone non l'ho mai pagato Non ho reddito, non vivo, non esisto Che condizione mitica! Non capisco chi la critica Che male c'è a sopportare Che danno fanno a non farmi lavorare Io ho il privilegio di poter ragionare Io c'ho il dono, c'ho il tempo per pensare Al bancone sorseggio col padrone Vedo quanto soffre, quanto si lamenta La cena di lavoro lo tormenta La moglie, l'amica, la cognata Neanche un'ora libera per darsi un'abbronzata Beh, io il sole non lo pago ce l'ho sempre in calendario E co le donne c'ho lo sconto, se capisce, so precario Non ho una posizione o meglio ce ne ho tante Seduto, sdraiato, sdraiato e poi seduto, seduto e poi sdraiato Ho il futuro a corto raggio Quando c'è dura due mesi, si realizza in un istante Altrochè tutta una vita, che attesa sfiancante Io ho tanti sogni, in tanti cassettini Li apro li socchiudo li tolgo li rimetto Mica un unico grande sogno nel cassetto Io poi so fortunato: C'è chi ha studiato C'è chi l'ha conosciuto il lavoro salariato Io no, per carità Io sono nato in cattività Ho un dono di natura Per me il posto fisso è sulla croce o è in questura Interessi mille o se voglio nessuno Niente orari per l'urbana resistenza Niente mi riguarda in fatto di scadenza In fatto di responsabilità Non rendo a regole nè a modelli di qualità Non m'entra in testa la flessibilità L'ozio non è un vizio, ma un'oppurtunità A quarant'anni ancora dormo da papa' Pensionato, pessimo esempio di normalità Qui l'unico normale sono io Che faccio i conti solo cor pensiero mio Non voto, non entro in merito Ma contribuisco all'evoluzione del paese intero Non sono razzista: amo er lavoro nero La mia fede è la natura del giorno e delle cose Il tempo per godere del cielo e di un bel thé Dopo co.co.co. per me c'è co co dé Da lontano guardo il libero mercato Mietere dannati a tempo determinato Distruggere la vita a colpi d'ambizione: Farsi una posizione Non è meglio godere di mancanza di potere E il mio potere unico è quello di non fare Quello di pregare il mio santo protettore Anche lui lavora ad ore E lo prego di lottare, per me che non mi va Lo prego di strillare la parola libertà San Precario esaltato e tanto invocato Continua la tua lotta anche per me che io so sfiancato Vegliami, usa la penna dove io ho usato la matita Rendimi esente dalla leva della vita La vita non la delego, la vita è solo mia Allora perchè ieri ho risposto all'agenzia? Mi sembrava giusto non rifiutare Ero stanco di pensare Il tempo libero a volte è micidiale Unico motivo questo della mia iscrizione interinale Che intrusione brusca ed efficiente Che ho fatto nel mondo della gente L'impatto secco, duro: Ferito il primo giorno di lavoro E solo adesso che sto peggio Caduto da un ponteggio Solo ora che sto per salutare Mi merito un consulto, un veloce esaminare Solo ora capisco di che innocente sopportare E' stata piena la mia vita in cui potevo camminare Il sogno a breve termine può essere malsano Si avvera in un attimo, si avvera invano Perchè non lo scegli il cassetto che va aperto E' lui che sceglie te, se esisti nel deserto Son precario e veramente tanto Me la suono me la canto A volte mi riascolto Faccio fatica a credere di crederlo davvero Ma è l'unico modo per essere sincero L'unico motivo per cui restare acceso E' quello di gridare che non m'hanno mai preso Mai preso la vita, la voglia, la rabbia Il nome mio io non l'ho mai scritto sulla sabbia E anche se valgo poco davanti a un chirurgo E anche se domani sarò due righe su un quotidiano Anche se non cammino più, già prima annavo piano Anche se preoccupo un'azienda per il mio incidente Non fa niente Anche se ho sperato di stare in busta paga L'ho sognato, l'ho pianto, l'ho implorato ad una maga Anche se ho sonato, me so cantato tante stronzate Non sono mai caduto vittima di una lavatrice a rate Io ero precario quanto peso non valgo oro L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro Il video di questo testo "recitato da Valerio Mastandrea durante la serata Siamo in Onda alla Sapienza, martedì 18 novembre scritto da SigurRoS |
12:30 | commenti (2)
martedì, novembre 11, 2008 Ti guardo e vedo il vuoto
Tentativi di studio nella facoltà di lettere, Roma3 E: "Oh! Viene Travaglio all'università" T: "Travaglio? Chi è costui?" E: "Ma come, non sai chi è Travaglio? Quello che andò da Luttazzi, che sta da Santoro..." T: "Mh, boh." (seguono... le classiche espressioni spallettiane con new entry) ![]() E: "Vabè... ti stavo dicendo.. lo stato di natura per Hobbes significa che..." T: "Guarda che bocce quella!!" ![]() E: "Sì...dunque...Hobbes nega che l'uomo sia per natura un animale politico... che era ciò che diceva Grozio... e quindi..." T: "Anvedi quella! Je se vedeno le mutande..." ![]() E: "Il Leviatano..ti spiego.." T: "Pausa caffé?" E: "Sì... pausa caffé" ![]() scritto da SigurRoS |
22:21 | commenti (9)
sabato, novembre 08, 2008 Forgive me please but do repeat what you've said
I Parenthetical Girls tornano a Roma dopo un anno e mezzo e con un nuovo album uscito nel 2008 Entanglements, splendido esempio di pop orchestrale è qualcosa di più che una discreta conferma. Molta era la curiosità circa la sua riproposizione dal vivo. Intanto il numero dei musicisti sul palco è aumentato da tre a quattro, rispetto alla volta precedente. La violinista-tastierista-tuttofare registra delle note di violino poco prima dell'inizio. Le serviranno a ricreare le sonorità che altrimenti non sarebbe possibile avere: dovrebbe suonare violino, tastiere e xilofono contemporaneamente. Zac Pennington si guarda spaesato in giro, cercando di prendere le misure al locale. Evidentemente non si era accorto dell'altezza del palco dell'Init. Inizia "Fuor Words" con un balzo di un metro e mezzo che accusa con molta nonchalance. C'è spazio anche per brani di album precedenti, come la vibrante "I was the dancer" o la magnifica "The weight she fell under" con Zac che canta suonando la batteria in piedi, mentre i ricami melodici dello xilofono danno colore a un incedere splendido. L'avvolgente accoppiata "Avenues of trees"/"Unmentionables" è fra i migliori episodi dell'esibizione, mentre "The Former" ci consegna una Rachael Jensen che dimostra di avere una voce niente male. Peccato che non venga sfruttata eseguendo il duetto con Zac su "Windmills in your mind", piccola mancanza insieme a "Oh daughter-disaster". Pennington dal canto suo riesce ad accentrare l'attenzione su di sé, facendo dimenticare qualche lieve carenza orchestrale. Sul sito del locale veniva descritto così: "ricorda da un lato la fragilità di Brian Molko, dall’ altro la grinta di Morrissey" che sembra il misto di una checca isterica e un pederasta cinquantenne (tm by Dusk). E' invece semplicemente un ragazzo dal grande talento artistico. La voce sinuosa e le movenze teatrali lo rendono un concentrato di presenza scenica. Buona parte del concerto la passerà a cantare tra il pubblico, grazie a un lunghissimo filo del microfono. La situazione si fa' surreale quando il suo vagare fra noi lo porta a prendere l'uscita di servizio del locale: la sua voce arriva a noi dalle casse, mentre lui è fuori a vedere le stelle (ci piace immaginare che sia così, anche se il tempo fa schifo) e il gruppo continua ad accompagnarlo dal palco. Vederlo battere le bacchette della batteria ovunque (per terra, sui muri, sul palco) in una "Stolen Children" semplicemente da brividi è la degna conclusione di un climax che dopo circa un'ora termina. Senza bis, ma si sapeva. Non hanno molto da proporre in queste condizioni, ma sanno ugualmente regalare emozioni uniche. FOTO: ![]() Video: Young Echaurists scritto da SigurRoS |
15:36 | commenti (1)
domenica, ottobre 26, 2008 "Io guardo il Grande Fratello anche se fa schifo: è un esperimento sociologico"
Non so se sarei andato alla manifestazione del PD. Poi venerdì arriva la telefonata della segretaria del circolo di zona. "Vuoi stare sul palco alla manifestazione? Servono dei giovani..." "No" "Perchè scusa? Dai!" "Perchè non sono del PD, semplice" "Ma lo so, ma che te frega! Dai, vieni... mi servono dei nomi da fare" dopo 10 minuti di prediche mi strappa un "Vabè..." Siamo reclutati in quattro, come delle comparse a Cinecittà, in modo che dalle inquadrature e dalle foto si veda che intorno al palco anche il PD abbia dei giovani. Con questo spirito vado alla manifestazione. Appuntamento alle 14 al Circo Massimo, dobbiamo cercare un tizio a noi sconosciuto. Ci viene dato un PASS. Siamo nell'Area Palco, liberi di pascolare in uno spazio enorme, mentre i militanti sono ammassati dietro delle transenne. In giro vedo politici, giornalisti famosi e non che si aggirano a caccia di interviste. Riesco a evitarli: se parlassi ci sarebbe da ridere.Vengono distribuite le bandiere ai militanti in modo che il colpo d'occhio televisivo sia impeccabile (e mi pare che ci siano riusciti). Intorno a me arrivano i giovani del PD, anche loro raccomandati, ma che ci credono davvero. Alcuni sono vestiti "eleganti" e ciò contribuisce a sentrmi ulteriormente diverso da loro. Sono ragazzi con il culo parato dai genitori, che ogni tanto giocano a fare queste manifestazioni per sentirsi un po' fuori dagli schemi. Tuttavia non hanno le palle per andare oltre. La gente c'è, è tanta. Ma a me sembra tutto troppo finto. Dopo Fabrizio Moro, Max Pezzali e l'orchestra di Piazza Vittorio, iniziano i discorsi. Gente che parla a nome di studenti, insegnanti, poliziotti, immigrati si alterna sul palco. Nel frattempo l'organizzazione ci fa salire sul palco. Vogliono che sul palco si vedano dei giovani e noi stiamo lì a fare le belle statuine. Un gruppo di anziane irriducibili, raccomandate anche loro vuole salire a tutti i costi sul palco per essere inquadrati in tv. Il palco non può reggere tutti insieme e qualcuno deve scendere. Le signore si piazzano di peso, manco fossero dei manifestanti che stanno sui binari. Non ci tengo granchè a stare sul palco e dunque le assecondo scendendo volontariamente. Alla fine anche quando arriveranno i "big", le signore saranno lì. Quando arriva Walter è tutto pronto alla perfezione. Sul palco ci sono tutti: D'Alema, Rutelli, Melandri, Franceschini, Cofferati, Bindi, Chiamparino e gli altri. Tutti sorridenti o quasi. Il segretario del PD percorre la passerella di corsa scortato dalla sicurezza fino ad arrivare sul punto dove poi parlerà. Alle sue spalle, io che ascolto il discorso accanto a Sircana e al trans che s'è portato. Ha un sussulto quando viene nominato Prodi. Rutelli è quello che applaude meno, si diverte a fare le pose perchè è bello. Il discorso di Walter parte moscio e poi si sveglia. Buoni gli affondi su Berlusconi, buono parlare di antifascismo, di razzismo, della protesta studentesca, di ecologia. Manca l'autocritica su due anni al governo; manca l'autocritica sul fatto che si è stati zitti per tutti questi mesi, senza fare opposizione, al fine di parlare solo in questo evento. Ma è normale: bisogna apparire tutti belli, bellissimi e non c'è tempo per darsi le martellate sui coglioni. Quando tutto è finito, dei tuoni sinistri annunciano un megatemporale. Noi andiamo dietro insieme a tutti i vip. Ho il tempo di rivolgermi a Rutelli in stile Enrico Lucci: "France', ma quanto te rode er culo che ce potevi sta te la' eh? Però quanto sei bello!" La gente ride. In conclusione resta da capire quanto un evento mediatico abbia una concretezza politica. Tante belle parole che poi staremo a vedere come si tradurranno nei fatti. Ho l'impressione che il PD non abbia le risposte che cerco, semmai le abbia cercate da loro. scritto da SigurRoS |
18:33 | commenti (14)
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