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sabato, agosto 30, 2003
H 0.50 a.m. Sono sul espresso partito da poco. Dopo 40 minuti di ritardo del interregionale, anche questo treno mi ha fatto penare, ma in modo diverso. Appena sceso a Bologna ho dato una rapida occhiata agli schermi con gli orari nel sottopassaggio.. 20 minuti di ritardo per l'espresso.. "Ci risiamo" ho pensato. Però stavolta non potevo tornare a Castelbolognese.. Ho fatto in fretta il biglietto e il mio treno era già al binario. Mi viene un dubbio, perciò prima di salire chiedo al controllore se questo "serpentone blu" fermasse a Roma Tiburtina. Svogliatamente il tipi annuisce e dunque salgo senza indugiare oltre. Mi metto nei coridoi, ormai ci sono abituato.. Rimango affacciato al finestrino per cercare ossigeno, in attesa di muovere i primi passi lontano da Bologna. Un ragazzo che era sulla banchina si avvicina al mio oblò: "Scusa, sai mica se va a Reggio Calabria?" "Boh! Io sapevo che arrivasse fino a Salerno.." "Ma lì c'è scritto Reggio Calabria" "Non lo so, chiedi a quel controllore.." Il ragazzo si allontana... ma indicando il tabellone del binario con scritto Reggio Calabria, mi ha fatto tornare la paura di aver sbagliato treno. Troppo tardi per chiedere, mi stavo già muovendo.. 1) Il mio espresso era in ritardo di 20 minuti. Questo era quasi in anticipo 2) Da quando eravamo partiti mi sembrava di andare verso Milano 3) Il cartello con scritto Reggio Calabria. Questo "coso" andava a Reggio, o proveniva da là?" La domanda gira ossessivamente nel mio cervello. Mi propongo di scoprire la verità alla prima fermata. Modena o Prato? Non ce la faccio, l'interrogativo non mi da tregua, così chiedo a dei miei coetanei in uno scompartimento vicino a me. "Scusa, dove va questo treno?" (Domanda idiota, dovrei saperlo se l'ho preso) "Salerno" Tiro un sospiro di sollievo.. scritto da SigurRoS |
08:21 | commenti (11)
martedì, agosto 26, 2003
Ci si vede.... scritto da SigurRoS |
22:28 | commenti (3)
Pomeriggio ho assistito alla tempesta che si è scatenata su Roma. Dalla mia finestra spalancata, osservavo affascinato i lampi, ma allo stesso tempo ero terrorizzato dai tuoni. L'acqua scendeva copiosamente e la mia via si è completamente allagata. Qualche macchina è rimasta ferma, in mezzo al lago che si era fermato all'incrocio. Alla fine il terrore ha prevalso e ho chiuso la finestra, limitandomi ad osservare dal vetro. Poco fà ero alla ricerca dell'aria che nella stanza cominciava a scarseggiare. Così ho riaperto il mio oblò e mi sono soffermato sul davanzale. C'era un fresco che da tanto tempo mancava. Potevo sentire l'odore della terra bagnata del giardino condominiale, che veniva su, fino al quarto piano dove sto io. Spiaccicato come una mosca sulla zanzariera, non posso sporgemi oltre. Mi sento rinchiuso, voglio delle alette anche io, per volare in giro sopra a questi due palazzi che mi accompagnano dalla nascita. Ma anche senza ali va'.. lunedì, agosto 25, 2003 Dolce risveglio Ti ammiro dormire, immersa in un sogno scritto da SigurRoS |
01:45 | commenti (2)
domenica, agosto 24, 2003 Sono rincoglionito. Stirando il mio corpo intorpidito su questa sedia ho inavvertitamente toccato con il mio piedino delicato l'alimentatore della centralina Fastweb e mi è caduta la connessione. Il telefono non funzionava, non riuscivo più a connettermi. Ho fatto le operazioni di routine che si fanno in questi casi: resettare il modem, riavviare il pc, controllare i cavi dietro alle scatole. Ma non riusciva a ripartire niente. Eppure le lucette del modem erano accese come se funzionasse perfettamente. Ho chiamato il numero fastweb per segnalare il problema. Mi ha risposto un ragazzo, ma con una voce femminile, Massimo, molto gentile. Anche lui non riusciva a capire, poi mi ha chiesto di controllare anche gli alimentatori, e mi sono accorto del problema. Mi sono sentito in colpa per aver disturbato quel povero cristo che alle 22, sta lavorando a un centralino. Lo so, che viene pagato per farlo, ma mi dispiaceva lo stesso. Imbarazzatissimo gliel'ho detto e lui con pazienza ha risposto "Succede spesso, non ti preoccupare". Ci siamo salutati.. e sono di nuovo qua. scritto da SigurRoS |
22:26 | commenti (1)
Calzino bianco va On air: Afterhours - Sui giovani d'oggi ci scatarro su Disco Sucks sono sempre loro che si vestono uguali bruceremo ogni discoteca e voi non ci sarete più vanno nei negozi in quelli specializzati bruceremo ogni discoteca.. On Air :
scritto da SigurRoS |
21:14 | commenti (6)
Non ho piu' aggiornato, perchè mi sono dimenticato che su un blog in genere si scrive qualcosa. Per ora l'unica novità è un mp3 in sottofondo.... fatemi sapere se vi piace.... vorrei renderlo piu' "loopabile" scritto da SigurRoS |
12:38 | commenti (12)
giovedì, agosto 21, 2003 Curiosi sinonimi: Alternativo = ? Mi limito a riportare un brevissimo dialogo su #musica-alternativa di AzzurraNet. (ero entrato spulciando nei whois di non ricordo bene chi) [21:14] * Now talking in #musica-alternativa scritto da SigurRoS |
21:23 | commenti (53)
mercoledì, agosto 20, 2003 Si torna al classico. L'istinto che mi aveva spinto a cambiare le cose, si è placato, visto anche che avevo partorito oggettivamente una cagata pazzesca. Il suo assalto al blog è stato respinto. Però sento dentro di me, che tornerà a farsi vivo, in tempi non molto lunghi. Ora sono soddisfatto, ma di cosa? Sono tornato al punto di partenza..
scritto da SigurRoS |
02:32 | commenti (14)
Bah, mi sono reso conto che così è peggio di prima.. Il blu spacca un po' gli occhi, sul bianco. Peccato per il logo in alto che mi piace non poco. Tra poco rimetterò tutto apposto.. ma non ne ho ancora voglia. scritto da SigurRoS |
02:00 | commenti (7)
"AAAAAAAAAAAAAAAAAAA AAAAAAAAHHHHHHHHHHHH HHHHHHH" Sono solo ormai da qualche giorno. La situazione è ideale per concertrarmi e studiare. C'è una calma terribile. Ma quando non devo studiare, e non sono triste, riempire i vuoti di questo silenzio, mi rende per l'appunto, triste. Forse passo il tempo a metter mano al template, forse no. martedì, agosto 19, 2003 L'esame Chiuso a ripassare la mia parte Alcuni sono in scena a concludere Tocca a me, mi vengono a chiamare Uno, due, tre respiri profondi scritto da SigurRoS |
18:36 | commenti (6)
lunedì, agosto 18, 2003 Finalmente mi sono deciso a spulciare un po' di codice, e così ho messo i colori alla scrollbar. Una decisione soffertissima, ponderata, dopo mesi e mesi di riflessione. "Vorrei tanto mettere i colori.. ma oggi non mi va.."; "Tanto di html non ci capisco una sega, sarà una cosa difficile"; Spesso aprivo code di pagine di amici che lo avevano fatto e cercavo disperatamente qualche riferimento che sembrasse logico ai miei occhi, ma forse ero sempre rincoglionito, oppure troppo scoraggiato, così non trovavo mai niente. Stamattina, facendo uno di questi tentativi, che ormai credevo molto sterili.. mi è balzata all'occhio, in mezzo a 300 righe la parola "SCROLLBAR" a caratteri cubitali. Ho approfondito, fatto i vari test di combinazioni di colori e, alla fine eccone il risultato. Lo so, è una stronzata, ma era tanto che mi tormentava.. Mi sento pronto per il prossimo passo: mettere un puntatore di mouse fico e un sacco alternativo. Ma questa è una cosa relativamente nuova. Ci penso ancora da poco e non ne sento il bisogno impellente che avevo per la barra. Ho visto qualche codice casualmente, ma nessuna parola è stata ricollegata dal mio cervello alla modifica di tale elemento. Se qualcuno che passa casualmente di qua, vuole spiegarmelo, lasci un commento.. Mi sono deciso a fare qualcosa. Farò la spesa, butterò l'immondizia. La carne è finita, e ne ho bisogno. La pasta invece c'è ancora in abbondanza. Dove c'è Barilla, sopravvivo. Devo anche comprare un po' di latte, che oggi ho finito. Ho 13 euro da spendere, domani prenderò lo "stipendio" di 32. E se c'è tempo metto anche un po' in ordine e faccio una lavatrice. La casa non è nè più sporca nè più pulita di quando c'è tutta l'allegra famiglia. Ho ancora le valige piene, da quando sono tornato, non ho disfatto nulla. Del resto, non ce n'è bisogno di vestiti, visto che non esco quasi mai, e soprattutto, mai con qualcuno. Devo dimostrare ai miei che so vivere benissimo da solo, così non romperanno molto a Bologna. La situazione caldo, sembra volgere ad un miglioramento. Forse mi sto abituando, o forse la temperatura è realmente scesa. Mi sa che passerò a constatare di persona, al termometro/orologio del concessionario Fiat, in Piazza del Caravaggio. On Air: Sigur Ròs - Untitled 3 (almeno musicalmente mi sento in Islanda e starei fresco) scritto da SigurRoS |
14:32 | commenti (3)
Oggi ho rivisto (con maggior coscienza, dato che avevo 10 anni, quando uscì) Caro Diario, di Nanni Moretti. Bellissima pellicola, poi per me che sono di Roma, quel giro nei quartieri mi è piaciuto ancora di più. Percorre luoghi dove io sono passato tante volte, e dove ho tanti ricordi. A Casalpalocco ci abita mia zia. E' veramente così come lo descrive lui. Piena di figli di papà, gente arricchita, snob, che ha come modello di civiltà ideale gli Stati Uniti. Tutte villette, con cani in giardino, gente in tuta e pantofole che va in giro. Un'esercito di piccoli Clinton che tutte le mattine va a fare jogging, per i lunghi viali alberati (hanno disboscato CastelFusano per loro). Conosco anche bene Spinaceto, visto che molti amici ci abitano. Non è proprio una bella zona direi, con tanto di campo nomadi incorporato. Però ha un suo fascino la periferia, non capisco quale, ma ce l'ha.. Il suo quartiere preferito è la Garbatella. Io ci abito ed è un bellissimo posto. Pieno di case popolari del 1927, e i cortili dei lotti sono molto caratteristici. Ma è proprio l'insieme a livello architettonico ad essere gradevolissimo. Le piazze ovali, mi ricordano molto il Barocco. Tra qualche mese forse, non sarò più qui, per motivi di studio, ed anche affettivi direi. Non rimpiango la scelta che sto facendo però.. devo ammettere che la lacrimuccia m'è scesa durante questa parte di film. Se vado a Bologna, prometto di portarmelo dietro, per guardare ogni tanto il posto dove sono cresciuto, che mi mancherà. domenica, agosto 17, 2003 Oggi sono uscito dal mio rifiugio, per andare a fare un giro nel quartiere. Non avendo granchè da fare, volevo rendermi conto di quanta gente era rimasta in città. Appena uscito dal portone, lo spettacolo che si presentava era insolito, per la Fiera di Roma e dintorni. Un lato della strada completamente sgombro dalle solite automobili parcheggiate, anche in tripla fila. Non c'era una persona in tutta la via, nemmeno al parco giochi. Nessun negozio aperto, nemmeno il giornalaio. In effetti oggi i quotidiani non uscivano.. Ho proseguito il mio giro di perlustrazione.. e sono arrivato a una vera e propria oasi: il MaxiSidis. Le poche persone rimaste in città erano tutte concentrate in quel supermercato. Avendo trovato un po' di materia umana da studiare, sono entrato, anche se la spesa la farò lunedì. Che bello, l'aria condizionata! Non c'era nessuna fretta nella gente, tutti volevano gordersi il fresco artificiale. In genere stanno tutti di corsa, come avvoltoi alle file per il pane ed i salumi, o alle casse. Ma dopo 10 minuti, la mia presenza stava diventando imbarazzante, per me stesso. Non potevo continuare a fingermi interessato per lo yogurt, che nemmeno mi piace, solo per rimanere al piacevole gelo del banco frigo. Così, sono scappato, passando alla cassa di sfuggita, senza prendere nulla ovviamente. Tornato nell'inferno del caldo, una sensazione di tristezza nei miei confronti, si era insinuata dentro me. Sono dovuto tornare a casa e l'ho soffocata distraendomi, mentre facevo il solito pranzo, a base di farfalle, sugo e pancetta. scritto da SigurRoS |
00:55 | commenti (3)
sabato, agosto 16, 2003 Dove sei?
Un'altra notte solitaria si va esaurendo; Chiudo gli occhi e sospiro intensamente Ora posso giusto seguirti rimembrando scritto da SigurRoS |
03:14 | commenti (2)
Ok, la struttura non è cambiata, ma qualche immagine sì. Caro mio template sei stato risparmiato, questa volta. Forse tra qualche mese, quando sarò colto da uno dei miei rari raptus devastatori, sarai stravolto completamente. Per ora ti lascio in vita.. però cerca di farti piacere...
giovedì, agosto 14, 2003 Non appena tentava di toccarla, subito essa accusava come un malore e s'irrigidiva. Abbracciarla equivaleva ad abbracciare una statua di legno massiccio. E quel che era anche più strano, quand'essa lo stringeva a sè, egli aveva la sensazione che nello stesso istante stesse cercando con tutte le forze di respingerlo. Era la rigidezza dei suoi muscoli che dava sopratutto quell'impressione. Essa se ne rimaneva distesa, allora, cogli occhi chiusi, senza resistere nè cooperare, ma semplicemente sottomettendosi. Era straordinariamente imbarazzante e, dopo un po', orribile. Ma anche in quel modo egli avrebbe tollerato di vivere assieme a lei, se ci fosse potuti metter d'accordo a vivere casti. Ma sebbene ciò fosse strano era propro Katharine che si rifiutava a questo. Avrebbero dovuto fare un figlio, se potevano farlo. E così quella cosa continuava a succedere, puntalmente una volta alla settimana, quando almeno era possibile. Essa aveva perfino l'abitudine di ricordarglielo la mattina, come cosa che avrebbe dovuto essere fatta nella sera e della quale non bisognava dimenticarsi. Essa chiamava quell'operazione in due modi: uno era "fare un bambino" e l'altro: "fare il nostro dovere verso il Partito" (sì, usava proprio questa frase). Ben presto lui aveva cominciato ad entrare in una sorta di vero spavento tutte le volte che quella data ricorrente tornava. Ma per fortuna non nacque nessun bambino, e infine decisero di rinunciare a tutti quegli sforzi, e subito dopo si separarono. Winston sospirò impercettibilmente. Prese la penna di nuovo e scrisse: Essa si buttò sul letto, e subito, senza nessuna specie di altra azione preliminare, nel modo più brutale e spaventoso che si possa immaginare, tirò su la veste. Io... da "1984" George Orwell mercoledì, agosto 13, 2003 Come si capisce dal fatto che sto postando, sono tornato. Contro la volontà della famiglia, che non mi ha dato una lira per mantenermi qui a Roma da solo. Sperano che io finisca presto i miei soldi, così torno da loro. Ma non sarà così. Farò economia. Ho un po' di provviste: 2 scatole di spaghetti 2 scatole di penne 4 barattoli di sugo 2 scatole di tonno 2 bistecche 4 involtini 3 bottiglie di latte a lunga conservazione da 1 litro l'una 2 scatole di biscotti 4 pesche 1 salame ungherese 1 un bel pezzo di prosciutto crudo 1 pagnotta bella grande 2 buste per fare il thè freddo, con acqua e 57 euro per fare la spesa.. Basteranno a mantenermi per due settimane? Non m'interessa. Anche se rimango senza un cazzo, da loro non ci torno. Voglio stare qua, con la persona alla quale tengo di più, che mi manca da morire, che non so se rivedrò mai. Ora mi sa che esco a prendere una boccata d'aria calda, tanto sono solo e posso fare come voglio.. Non ho orari. E non darò ai miei la soddisfazione di tornare e trovare casa un porcile, così non avranno un cazzo da dirmi a fine mese. scritto da SigurRoS |
22:12 | commenti (2)
Every now and then On Air: Archive - Now and then I hate your face right now I told you were a friend How could this happen On Air: Archive - Hate Tentativo fallito Sono tornato subito dentro. Avevo paura. Mi sono ricordato improvvisamente, che da quella porta che dava verso il giardino, i ladri avevano provato ad entrare in casa, qualche mese fa'. Forse per quello, che non mi sono sentito sicuro di uscire di notte con il buio. Ho aperto e sono uscito per pochi secondi. L'angoscia di fissare e non vedere niente intorno, mi impediva di godermi il cielo stellato, il silenzio che era tanto ambito prima, poi è diventato opprimente. Ho ripetuto l'operazione due o tre volte. Dopo poco non reggevo e tornavo in casa, serrando le persiane. Per pochi attimi ho guardato la volta celeste. Non ho visto cadere niente, ma tutto era pieno di puntini luminosi, bellissimo, solo che non era davvero la serata giusta per me. Se ci fosse stato qualcuno accanto, avrei avuto la forza di rimanere fuori, superando quella stupida paura. Invece sono solo e non mi sento di far niente. La mia unica dimostrazione di dignità è il pianto. Che misero che sono.. La notte di San Lorenzo Tra poco vedrò le stelle cadenti, in questa notte che di estivo ha solo il caldo. Non ci sono altri elementi che sono propri della stagione. Sono in vacanza, ma sto studiando. Non sono nè al mare, nè in montagna. Sono nella sala, dove c'è il potente stereo di mio padre. Lui non lo usa più, e quindi lo uso solo io. Qui, in genere c'è il baccano incredibile della mia musica. Paradossalmente è l'unico luogo della casa dove posso anche trovare il silenzio. In ogni altra stanza c'è una TV accesa, oppure un membro della famiglia che ha qualcosa da chiedermi. "Fai qualcosa dai!!", "Che faresti a Roma?". Lo so io che farei. Proverei a star vicino a chi sembra ignorarmi. Divagazioni apparte, da questa camera, posso uscire per vedere le stelle in giardino. Al telegiornale dicevano che è meglio guardarle in compagnia. Bel consiglio, mi sento ancora più solo. "Wind sta trasferendo la sua chiamata alla segreteria telefonica. Resti in attesa". Ho appena finito di leggere la prima parte di 1984, di Orwell. Bellissimo libro finora. Intanto penso a cosa potrei chiedere agli astri. Avrei tanti desideri da esprimere, ma mi accontento dei fondamentali. Vorrei che i miei sforzi in campo sentimentale ed universitario, venissero riconosciuti ed apprezzati, magari il prossimo mese. E' gia' ora. Esco e vado a vedere il cielo, più che per chiedere qualcosa, per fermarmi un'attimo a vedere qualcosa di bello, che mi distragga, dai miei eterni tormenti. Festa dell'Unità di Vetralla Sono andato alla festa dell'Unità con i miei. Una cosa veramente indecente. Ma mia madre pur di farmi divertire mi sganciava soldi a palate. Così ho comprato New Adventures in HI-FI dei Rem e una maglietta nera con scritto 0 REGOLE, di quelle fatte in carcere. La bancarella con i cd era di un ragazzo sulla 25ina, barba e baffi, occhiali, capelli lunghi castani. Il classico freakkettone. Mentre spulciavo i cd, un gruppo di pseudoalternative del paese era lì a cercare. Una mi scambia per il padrone della bancarella e mi chiede quanto costassero i C.S.I. Quando ha capito che ero un semplice compratore mi ha chiesto scusa mille volte. Il resto della serata l'ho trascorso seduto ai tavoli senza mangiar niente, con una birra in mano, mentre mio padre sbavava per la ballerina di musica latino-americana che era sul palco. "Mambo n5", "Lambada", "Chiwawa", "Macarena" e co. Vecchi e bambini che ballavano seguendo le mosse della tipa sul palco. Che tristezza. sabato, agosto 09, 2003 Parto anche io. Ebbene si, me ne vado a Viterbo con i miei. Mi sono dovuto piegare al loro potere economico. Un po' di giorni a non fare granchè. Devo riflettere sul presente, sul futuro sopratutto.. Forse questa pausa mi serve. Ma durerà poco. Ho promesso a mia madre che entro 3 giorni tornerò a Roma. Anche da solo, oppure le rovinerò le ferie in qualche modo. E me ne vado leggero, perchè so che nessuno sentirà la mia mancanza. Forse qualcuno.. forse On Air: Mogwai - Happy songs for happy people (album). scritto da SigurRoS |
01:49 | commenti (5)
giovedì, agosto 07, 2003
Tutto questo per fortuna non dura in eterno. Almeno nella notte subisce una pausa. La TV. E' rimasta accesa tutto il giorno, ma ora è senza volume. L'unica luce nella stanza, la fornisce lei, oltre che questo schermo, bianco. On Air: Mùm - Finally we are no one (Full Album) mercoledì, agosto 06, 2003 GothFaiRy Eri una farfalla che si posava sentirsi creativa, avere delle sofferenze, avere delle cose da dire, tante cose, essere estirpati della propria essenza e della propria libertà di essere, avere le ali tagliate, giocare con le esistenze altrui, il caldo, il terribile caldo che toglie la ragione a chi ne ha di per se non riesce a gestirla, giocare, vivere, morire, non essere compresi, essere obbligati a non essere se stessi, avere dei pensieri che non andrebbero letti ma che vengono letti e male intesi, non potersi sfogare, fingere, fingere, fingere e soffrire morendo dentro, affannarsi graffiando i muri e gli specchi cercando qualcosa che non esiste, le risposte, mia cara, le risposte ti salveranno, gestisciti la vita, tu solo puoi, certo, posso, voglio tornare indietro allora, quando tutto era in mano mia, ma non posso, non posso, non posso, la mia esistenza ora non è mia, aspetta il futuro, il futuro è bello, è allegro e vivace, e tu lo costruisci, la staticità momentanea è irrilevante rispetto alla vita che ti stai per ricamare, abbi pazienza, pazienza, pazienza.
gothfairy lunedì, agosto 04, 2003 Io non sono sufficiente E' passato un'anno e sono ancora qua Un anno di passioni ed emozioni contrastanti Vorrei avere e trasmetterti sicurezza Mi faccio schifo nella mia normalità Sono proprio nello stesso punto di allora Apro gli occhi e sono in partenza Passeggiata per il centro, da solo. Corso Vittorio, Campo de' Fiori. Sono al centro della piazza, seduto sotto il culo di Giordano Bruno. Vicino a me sono seduti giovani di tutti i tipi. Ci sono i punk, gli alternativi, i pariolini che passeggiano. I bar, i pub e i ristoranti sono pieni. La gente mangia fuori dai locali, con dei tavolini che invadono la piazza, facendola sembrare un'arena antica. Luogo ideale per l'esibizione di ogni sorta di artista di strada. Ci sono due uomini, che con una chitarra elettrica, fanno un concertino davanti agli spettatori di un osteria. "Starway to heaven", "Daytripper", i classici insomma. "Abbastanza banali", ho pensato.. Si scambiavano la chitarra a seconda dei pezzi. Poi però il mio sguardo si è spostato, verso una bambina vicino a loro che ballava divertita. Era la figlia di uno dei due uomini. Quando il padre non suonava, lasciando il posto all'amico, stava a giocare con la sua bambina. Era un contesto triste il loro, eppure la bambina aveva negli occhi una felicità immensa, merito di quell'uomo che riusciva a nasconderle le sofferenze che si vedeva stesse attraversando.
Finito con l'osteria, i tre passavano al bar accanto. Mentre si preparavano all'ennesimo spettacolo, nella piazza arrivava un ragazzo, che faceva il mimo. Lui invece si piazzò davanti alla pizzeria. Con uno stereo vecchio e una bella musichetta new age, inizia a narrare una storia. Non avevo mai visto un mimo dal vivo. Non lo so, forse era perchè dalla mia posizione, il tipo era di spalle, forse perchè non era bravo lui, fatto sta che io non ho capito nulla del suo "racconto a gesti". Finisce anche lui il suo pezzo. S'inchina, nessuno applaude. Che tristezza. Del resto, la gente stava mangiando e non se lo era filato dall'inizio. Lui incurante aveva continuato ed ora passava tra un tavolo e l'altro, con un cappello nero a chiedere offerte, schivando i camerieri che facevano avanti e indietro. Da quello che ho intravisto, non ha raccolto granchè, mi ha fatto pena, ma io stavo peggio di lui. Non mi sono portato dietro nemmeno il portafoglio tanto era vuoto. Non c'era più niente da osservare d'interessante, allora sono andato verso Piazza Navona. Qui, mi sono fatto una pascolata, con nuovi artisti da vedere. Ma mi sono trattenuto poco. Giusto il tempo di vedere una serenata d'amore che un tipo dedicava alla sua ragazza, accompagnato da un chitarrista colombiano. Un gesto del genere, due anni fà l'avrei disprezzato. Ora lo comprendevo profondamente. L'amore cambia le persone.. già, banale ma vero. Ormai s'erano fatte le 23, ed ero coi mezzi, sono tornato a casa. venerdì, agosto 01, 2003 Perchè in ogni paese esiste una via dedicata ad Aldo Moro?
E' una domanda che mi tormenta da quando due giorni fà sono uscito a prendere le sigarette a Riolo Terme. Anche a Vetralla c'è Via Aldo Moro. Anche ad Amatrice. Anche a Norcia mi sa. Non discuto l'importanza della memoria di quello che successe il 9 Maggio del 1978, però mi sento perseguitato da quella via. Vetralla e Amatrice, le mie vacanze infantili; Norcia, il ritiro con la squadra di calcio quando ero già un pò più grande; e ora Riolo Terme.. In ogni stadio della mia crescita c'è Via Aldo Moro. E' una coincidenza? Sarà un segno del destino e quindi mi butterò in politica? Oppure sarò il nuovo Mario Moretti(ucciderei Berlusconi però..) On Air: Arab Strap - Peep peep |