sabato, ottobre 18, 2003
 

Sono tornato a Roma per il week end. Da tre settimane mi sono trasferito. Ho deciso di rompere il silenzio. Ho molto da raccontare e approfitto tanto non scriverò per molto.

Luogo dove sono andato a finire

L'università si trova in un paesino in provincia di Bologna, Ozzano dell'Emilia. Un paesino del cazzo, sulla via Emilia, che fantasia. Io vivo ad Osteria Grande, un altro paesino del cazzo sulla via Emilia, a 2 km dalla facoltà. Mi trovo in mezzo a capannoni industriali e megaville. Non c'è nulla da fare nel tempo libero, se non hai la macchina sei spacciato. I treni per Bologna ci sono, ma fino alle 19, quindi non si torna a casa dopo. Gli autobus invece ci sono fino alle 21. Mi sto ambientando gradualmente: conosco il supermercato, la cartoleria, un'edicola, un bar ed un ufficio postale. Le cose che servono per sopravvivere insomma.

La casa ed il coinquilino

Ho trovato una camera singola in un appartamento, con un ragazzo di 30 anni. Si chiama Cristiano, fa l'architetto, è di Napoli, ma sono 10 anni che vive al nord, quindi ha perso tutto l'accento. Lavora dalle 8 alle 12, poi va a fare palestra, torna a casa mezz'ora per il pranzo e alle 15 torna al lavoro fino alle 21. Poi molte sere alla settimana esce, a fare un corso di balli latinoamericani. Quindi non c'è mai, e sono il re incontrastato della casa. E' comodo fare sempre come cazzo mi pare, ma spesso mi sento leggermente solo, tipo Jack Nicholson in Shining.

Vita universitaria

Dal lunedì al venerdì ho le lezioni, dalle 7 alle 12 circa sono più o meno impegnato lì. I miei colleghi arrivano da tutta Italia, anche da più lontano di me. Tutti hanno almeno un'amico o qualcuno che hanno conosciuto tra precorsi e test d'ammissione. L'unica persona che conoscevo io è stata segata al test, e mi rimane difficile socializzare con questi gruppetti che sono molto chiusi. Ho socializzato con 3 ragazzi che sono capitati con me alle esercitazioni di Anatomia I. Uno romagnolo, uno del nord non specificato e uno di Arezzo, con il quale mi trovo più a mio agio. Poi ci sono due ragazzi, fratelli che sono di Rimini. Si erano seduti con me il primo giorno. Uno ha i capelli alla Liam Gallagher, ma non gli piacciono gli Oasis. Se li è fatti solo perchè dice che ci rimorchia, contento lui. L'altro è la terza università che cambia, sembra un po' stupido, ed è stato ribattezzato "Il Fagiolone". Somiglia a Zio Fester, con i capelli di Milaus dei Simpson, cammina saltellando, come se glielo avessero messo al culo perennemente. Conosco di vista qualcun'altro, ma se li vedo nemmeno li saluto. So già qualche pettegolezzo sulla vita privata dei miei professori.

Mi sembra di essere tornato all'anonimato che avevo prima del mio anno di riflessione del liceo. Nessuno mi conosce, nessuno dice che sono pazzo. Passare inosservato fra 150 studenti è molto facile ed è una situazione psicologicamente rilassante. Ho capito che la facoltà mi piace definitivamente, dopo aver visto con i miei occhi di cosa si tratta.

Epilogo

Io nato e vissuto sempre a Roma, mi trovo in un paesino vicino Bologna, con un napoletano, in Via Liguria. Il vero motivo del trasferimento sembra procedere bene. E' fondamentale che vada come spero, non ce la farei altrimenti a rimanere là. Soffro un po' la solitudine totale nella quale mi trovo, ma ho ancora speranze e stimoli, grazie alla persona più importante della mia vita. Inoltre stare in questo stato apatico, stranamente mi sta facendo tornare un po' di ratio nel cervello. Sto tornando quello che ero, con qualche certezza e convinzione in più.

Ritorno temporaneo a Roma

Sto scrivendo dopo aver passato la serata con il mio migliore amico. Sono arrivato a Roma nel tardo pomeriggio. Mi ha fatto un certo effetto fare il biglietto dell'autobus dopo 8 anni che avevo la tessera mensile. Mi sento un turista. Non ho la sensazione di essere a casa. Il mio cuore non è a Roma, l'ho lasciato su, non sento questa bellissima città come una volta. Ho fatto il tragitto da casa mia a casa di Daniele a piedi, come un automa. Non ho pensato a niente, il corpo si muoveva da solo e sapeva già dove andare. Così non ho provato granchè a ripercorrere il mio quartiere.

La serata si è svolta come una serata tipica di quando ero qui. Concerto al Villaggio Globale, Sud Sound System. Conosco una canzone sola, ma chi se ne frega, costa 5 euro e ci si diverte e si beve. Siamo stati brilli tutta la sera. Daniele da ubriaco mi ha gridato che gli manco molto, ripetutamente, e poi anche da lucido lo ha ribadito. Mi dispiace, anche a me manca tanto. Ma io questo sforzo di allontanarmi sento di farlo, per una causa troppo importante per me. So che io e lui rimarremo amici a vita, anche se non ci vedremo tutti i giorni. Non ho rimpianti comunque finisca.

On Air: La Crus feat. Cristina Donà - Ad occhi chiusi

scritto da SigurRoS | 03:49 | commenti (8)