martedì, dicembre 28, 2004
 

Io ho il mio bel negozio di dischi di fiducia. Si chiama Darkstar, in onore alla canzone dei Grateful Dead. E' in zona, ci vado da quando ha aperto. I ragazzi che lo gestiscono sono dei grandi.
Gli ho dato soldi a palate, quando era deserto e non ci andava nessuno. I pochi frequentatori abituali erano fanatici degli anni 70, quindi dell'hard rock e del progressive. Si poteva rimanere a chiacchierare ore ed ore. Simone ha avuto la funzione di guru musicale per un periodo abbastanza lungo. In effetti, i dischi che mi consigliava, mi sono sempre piaciuti e mi piacciono ancora (es. Bring it on dei Gomez). Mi ricordo grandi litigate sui Sigur Ros, che lui commentava così: "no dai, so da eroina!"
Poi ha cominciato a farsi pubblicità tramite la radio dove lavora Dj A. e la mia oasi si è riempita di gente. Ci vengono addirittura da fuori Roma. Io intanto sono stato capace di un percorso musicale semi-autonomo. Adesso quando entro dentro quel negozio, la magia di prima non c'è più e mi sento un cliente come un altro. "Grazie ciao, avanti il prossimo".

La vigilia di natale mi mancano due regali da fare. Ho due cugine 17enni, cresciute insieme. Una a cui sono molto legato, l'altra meno. Decido di regalare un disco a testa per non fare torti. Vado da Darkstar, che è pieno per via delle feste.
"Allora, prendo Daydream Nation e... il Greatest Hits di Robbie Williams""
"Seee, Efrem non ce credo, io non te lo do"
"Eddai che non è per me, è per una mia cugina..."
"Ahhh, vabbè. Ma Daydream Nation ce ne avrai 300 copie..."
"Lo so, ma è per un'altra mia cugina..."
"Bravo bravo, istruiscila! Faccio due pacchetti?"
"ehehe. sì"
"Ok, 30 euro."
"Tiè!"
"Ciao e salutami tutta la tua famiglia e fai gli auguri da parte mia!"
"Certo! Auguri anche a te!"

Poche parole, certo. Però mi sono sentito di nuovo a casa.














scritto da SigurRoS | 00:56 | commenti (10)


martedì, dicembre 21, 2004
 

Il 2004 musicalmente non sarà quest'annata epocale. Una prima parte di anno abbastanza sottotono. Le mie attese sono state a volte ripagate (Lali Puna) a volte in parte (Mum). Poi c'è stato il periodo estivo dove non è accaduto quasi nulla. Infine negli ultimi mesi ci siamo ripresi abbastanza bene.
Tuttavia non riesco a trovare il cosidetto "disco capolavoro". Paradossalmente(mica tanto) allo stesso tempo fare una top10 è stato parecchio difficile, visto che parecchi sono i dischi piacevoli. Andando a scremare, sono arrivato a questi.

1) Wilco - A ghost is born
2) Lali Puna - Faking the books
3) Adem - Homesongs
4) Iron & Wine - Our Endless Numbered Days
5) Devendra Banhart - Rejoicing in the Hands
6) Piano Magic - The troubled sleep of piano magic
7) The Arcade Fire - Funeral
8) Interpol - Antics
9) Delgados - Universal Audio
10) Franz Ferdinand - Franz Ferdinand

poco fuori(11esimo ex aequo): deerhoof - old time relijun - cLOUDDEAD - ronin - mice parade - modest mouse - morrisey - paolo benvegnù - mum - sonic youth - mono - massimo zamboni - dead combo - cocorosie - xiu xiu - one dimensional man - bjork - blonde redhead - jens lekman - !!! - gatto ciliegia contro il grande freddo - vetiver - clinic - kings of convenience
ce li rivedremo di sicuro (cresci bene che ripasso): pecksniff - velvet score - non voglio che clara - artemoltobuffa
dispersi (grande innamoramento istantaneo, ma poi nulla): divine comedy - gomez - the hives - pj harvey - air - liars - verdena
meglio dimenticare: polly paulusma - the killers - PGR














scritto da SigurRoS | 14:32 | commenti (10)


lunedì, dicembre 20, 2004
 

And the loser is...

Ho vinto il mio bel indieaward nella categoria "indieblogger più groupie" grazie a un post un sacco ermetico su un tentativo di conoscere i Baustelle, vanificato da una sbronza.

Ringrazio Gabriele, per le minacce a mio favore sul post delle votazioni; il circolo degli artisti, per i suoi bagni frequentati da così tanti vips da sembrare camerini; i Baustelle, che poi qualche mese dopo incontrai davvero, manco a farlo apposta, nei cessi del Metarock a Pisa.

Questo premio merita un posto apparte, rispetto alle targhette di blog-show. Mica si possono iscrivere cani e porci, agli indieawards...

scritto da SigurRoS | 01:21 | commenti (5)


venerdì, dicembre 10, 2004
 

Certe volte si scorre il proprio passato musicale con tenerezza. Certe volte ci si guarda indietro con disprezzo. Stasera ho avuto un incontro con questo passato durante il quale quest'ultima sensazione ha prevalso nettamente.
Ancora devo capire perchè una tranquilla serata con gli amici nel pub che frequenti abitualmente sia generata nell'autolesionismo puro. Avete presente quelle situazioni nelle quali si ha la certezza che si stia facendo una cazzata, ma inspiegabilmente la si fa lo stesso? Ecco.

Mi stavo gustando una Guinness quando non so chi tira fuori la notizia incredibile che il gruppo di V. (nome che per codardia nemmeno scrivo) avrebbe suonato questa sera in un locale vicino.

V., sono quattro anni che non lo vedo. Quando lo conoscevo io era un dark in fase di passaggio al brit pop. Come tutti i dark ovviamente era vestito di pelle dalla testa ai piedi. Il suo gruppo preferito erano i Cure, ma i fratelli Gallagher stavano per sostituire Robert Smith nel suo cuore. Io invece ero un adolescente che ascoltava il brit pop e tutto quello che mi spacciavano per tale. Dalla scena di manchester 80-90 ai Pulp, passando per Radiohead e Verve, amando gli Oasis alla follia.
V., ora suona la chitarra in un gruppo che si chiama Shadowline. Entro nella sala prima che iniziassero a suonare e se non me lo indicano nemmeno lo riconosco.

E: "Ah ma te sei V. !!"
V: "Sì, chi sei scusa?"
E: "Efrem, n." (non mi piace ricordare il nick)
V: "Ahhhh quanto tempo!! Come mai questo cambiamento di look?" (la testa a tartaruga stile Noel Gallagher è sostituita da una folta chioma e da barba)
E: "Boh, ormai è cambiato da un bel po'"
V: "Sai che abbiamo suonato alla Supersonic Night quest'anno?" (il raduno nazionale dei fans degli Oasis che si svolge ogni anno nel quale suonano le migliori coverband in circolazione)
E: "Sì? Ma io sono anni che non ci vado..."
V: "Ehehe. Ora iniziamo. Pensa che per la tua gioia il concerto è introdotto da un pezzo dei Blur!" (credo alluda disputa che ha diviso la stampa negli anni 90'. Nonostante avessi tutti i dischi Albarn e co., dicevo che mi facevano cagare in quanto ero fan degli Oasis)
E: "Sì vabbè dai.. ancora ste cose!"
V: "A dopo!"

Lot 105 li introduce ed è sicuramente il momento migliore della serata. Lui ha compiuto pienamente la sua metamorfosi dark-brit pop e si è fermato lì. Ora ha un taglio a scodella e gli occhiali alla "voglio essere John Lennon". La fascia della sua Epiphone è tempestata di spillette che non riesco a leggere.
Il gruppo fa abbastanza cagare. La solita monnezza alla Velvet. Però finchè sono stato a sentirli hanno fatto pezzi loro. Infatti non ce l'ho fatta a sentirli tutto il concerto.
Mentre guardavo V. dentro di me pensavo: "Cazzo! Quando ci frequentavamo era già fuoricorso all'università. Quindi... adesso dovrebbe avere minimo 25 anni!". Rendendomi conto di aver toccato l'apice del disgusto me ne sono andato.














scritto da SigurRoS | 03:02 | commenti (6)


mercoledì, dicembre 08, 2004
 
Io l'ho amato tanto quando era a Brand:new. Le sue gag serali mi hanno allietato per tutta l'epoca liceale. Ne fece un libro e lo comprai per rivivere quei momenti. Girò l'Italia per promuoverlo ed io andai pure ad incontrarlo. In quegli anni insomma è stato fra i miei idoli.
Poi la conduzione del programma passa Silvestrin e c'è un periodo che non si capisce bene che fine ha fatto. L'hanno cacciato? Se n'è andato? Boh. Dopo qualche mese torna con Pavlov sempre caratterizzato dal suo stile che però mi ha un po' deluso. Troppo autoreferenziale (che detto da un blogger mi fa ridere).
Ho appena finito di vedere la prima puntata del suo nuovo programma, Avere Ventanni. Mi sono avvicinato alla visione come se fosse un concerto di un gruppo che ora ti fa quasi cagare, ma che ci vai perchè glielo devi, per quello che ha rappresentato per te una volta.
Ovviamente c'è lui, con una troupe che lo segue nel tentativo di realizzare un documentario sui ventenni o perlomeno sui giovani d'oggi. Ci sono le premesse per qualcosa di almeno decoroso. (diciamo che dentro me sono esaltato come i tempi del liceo, ma lo ero anche dopo la prima puntata di Pavlov)
Pare che abbia trovato la maniera costruttiva di usare il suo esibizionismo. Essendo dotato di grande faccia da culo lo vedo molto portato per le interviste che uno col "complesso del veterano" momentaneo come me vorrebbe fare.
E così mentre osserva i ragazzi passare fra le vetrine.."Sembrano tutti fatti! Ma ormai nemmeno si fanno più!". Riesce quasi a non essere sarcastico nelle domande. Che poi non c'è bisogno nemmeno di esserlo poichè basta sentirli parlare. "Vieni con me che ti faccio il taglio alla moda!"; "Ho la foto di Padre Pio nel portafoglio, mia madre è di San Giovanni Rotondo, ma io non ci sono mai stata"; "No, la politica no." Speriamo bene.




scritto da SigurRoS | 00:57 | commenti (7)


lunedì, dicembre 06, 2004
 

Interpol + Bloc Party - Rimini, Velvet

Non ero mai stato al Velvet. E' più grande di come me lo figuravo e debbo dire che l'acustica è quasi decente. Le luci però fanno cacare.
Dei Bloc Party conoscevo poco e niente. Causa arrivo a concerto iniziato e dentro-fuori ripetuti sento poco e niente. Quel poco che sento però non sembra da buttare. Me li segno e mi preparo alle star della serata.
Banks è stato contagiato evidentemente dalla vittoria di Jonathan nel GF5 ed indossa un cappello ridicolo in suo onore. Come canterà? Avevo sentito molti pareri negativi soprattutto sui concerti nel periodo del primo album. Chi era stato al Tora Tora quest'anno lo dava in ripresa. Beh, a Rimini è stato perfetto. Tutto il gruppo lo è stato, pure troppo. Tecnicamente ineccepibili a tal punto da sembrare finti.
La scaletta mescola bene primo e ultimo disco. 14 pezzi, 7 da Turn on.. e 7 da Antics. Encore da brividi con "Leif Erikson" e "Roland". Purtroppo "Stella was a diver..." non viene eseguita nonostante le ripetute richieste del pubblico. Ecco, il rapporto col pubblico è stato un po' il tasto dolente e incomprensibile. Il bassista è l'unico dotato di una mobilità articolare che non lo fa sembrare inchiodato al palco. La quantità di parole pronunciate dal gruppo fra una canzone e l'altra è inversamente proporzionale ai capelli strappati dai fans. Ad ogni "grazie" urla di delirio e cori di "oddio oddio, parla italiano!".
Un'ora e dieci minuti circa bastano per uscire storditi.





scritto da SigurRoS | 16:41 | commenti (9)