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venerdì, febbraio 18, 2005 "Facciamo saltare questa cazzo di baracca!"
Con questo urlo dal fondo della sala viene salutato l'ingresso sul palco dei Liars. Che il locale è a rischio frantumazione, lo si capisce anche dalle transenne, piuttosto insolite per il Circolo degli Artisti. Il cantante Angus Andrew ha una maschera di piume di pavone in faccia, ma dopo tre pezzi la toglierà, perchè grondante sudore. I suoi due fidi compagni sono Julian Gross alla batteria, vestito in calzamaglia, il chitarrista Aaron Hemphill che all'occorrenza suona anche una sezione di batteria e che sembra quello più "normale". Tutto condito dall'elettronica. La scaletta è principalmente incentrata sul loro ultimo disco, ma i tre spesso si lasciano andare ad improvvisazioni sonore, specialmente nella prima parte dell'esibizione. La seconda sarà invece ad appannaggio del cosidetto punk funk. Da non sottovalutare la presenza del "quarto Liar": il roadie che si trova su un lato del palco ed è costretto ad entrare in scena ogni due minuti per riattaccare cavi e ricomporre le batterie che il cantante demolisce muovendosi invasato in ogni dove. Grazie al suo metro e novanta circa (per 60kg) Angus riesce, salendo su una cassa, perfino a toccare il soffitto del circolo. Urla sulle prime file, costringendo le ragazze che erano venute sbavando per lui ad andarsene impaurite. Si butta nella folla. Una presenza scenica bestiale. Gli altri continuano a suonare senza fare nulla di eclatante, assecondando il loro frontman. Il batterista si lascia impiccare dal cavo del microfono. Su "Broken witch" il chitarrista dopo l'ennesima distruzione dei suoi pezzi di batteria tira il charleston in mezzo al palco e prende Andrew in pieno, generando una carambola di eventi che portano l'asta del microfono a cadere in faccia ad una ragazza. A chiudere il concerto, durato circa un'ora, arriva il singolo "There's Always Room on the Broom". Le transenne cedono del tutto, sotto il peso della massa danzante. Si sale e si scende dal palco, dove non c'è uno strumento intero(tranne che le chitarre accuratamente nascoste) come se fosse un autobus. Direi che l'invito iniziale è stato raccolto alla grande. scritto da SigurRoS |
19:23 | commenti (20)
martedì, febbraio 15, 2005 Quanto fa male lavorare al male che compare Come stavamo ieri... sarà così domani? Tristemente dedico questo testo alla persona che l'ha scritto, dopo aver sentito l'ultimo singolo dei Marlene Kuntz, "Bellezza". Perchè sono state le prime parole che mi sono venute in mente, oltre che la prima canzone che ho messo dopo l'ascolto di tale caduta di stile(che non è la prima volta, oramai). scritto da SigurRoS |
19:02 | commenti (4)
domenica, febbraio 13, 2005 I Radio Dept. a Roma. L'anno scorso vederli a Bologna era stato tanto bello quanto arduo.
Quest'anno mi sono mosso meno, giusto sette chilometri, a Roma al Circolo degli artisti. Nell'attesa la sala si riempie, io sono solo ed inganno il tempo origliando le conversazioni altrui. C'è un ragazzino sui diciotto anni che fa il fico con una sua compagna di classe perchè ha da poco scoperto un nuovo gruppo musicale: i Mogwai. Ci sono due soggetti che scrivono per Kalporz: uno di loro era andato a vederli al circolo l'anno scorso e si vanta di averli scoperti prima che uscissero "legalmente". Non sa che Lesser Matters è del 2003. Pregi e difetti del download. La cosa che accomuna tutti i presenti è la pronuncia errata del gruppo. Volete capirlo che si dice Radio Department? E che cazzo! Per fortuna la mia attività di spionaggio è interrotta da Maradona. Sul palco vengono proiettate le immagini di Diego dai mondiali del 1982 al Napoli. E quando vedo Maradona io mi commuovo. Aprono il concerto i Blueprint, un giovane gruppo post rock italiano. Poco originali e ridotti a troppo rigido esercizio di stile. Mentre si prepara il palco per il gruppo svedese c'è la fila per arrivare davanti. Tutti quanti ordinatamente fanno la foto alla tastiera con scritto "This machine kills fascists", manco fossero dei giapponesi a Piazza Venezia. Sono in tre ora, come già mi aveva anticipato chi li aveva visti nei giorni precedenti. Infatti non c'è più la bassista, sostituita da un player su computer. Non badano molto all'estetica, direi. Suonano sempre poco, con tutto che questa volta hanno suonato più di un anno fa'. Freddi, di poche parole, non concedono granchè allo spettacolo. Goffi, imbarazzati e impacciati anche nel ringraziare. Ma non importa, rimangono autentici. Rimangono i feedback e le sonorità sature che escono dalle loro chitarre e si mescolano alle melodie delicate e sognanti. Rimane la voce, con i suoi sussurri che riscaldano, ma non bruciano. Un concerto vissuto tutto col sorriso stampato sulla faccia, perchè il miracolo si era di nuovo compiuto. scritto da SigurRoS |
20:55 | commenti (14)
giovedì, febbraio 10, 2005 Come diventare blogsuperfluo in 7 mosse: 1) Essere ospite fisso nei commenti, di ogni blog che si ha nei links, o dove si vorrebbe essere linkati Ovviamente ho preso spunto da blog esistenti, sta a voi cercarli. scritto da SigurRoS |
01:42 | commenti (17)
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