Non ci meritiamo tutto questo (?)
Sto seguendo un corso di Scrittura e Media. Ne farei decisamente a meno, ma c'è l'obbligo di frequenza, che già di per sè garantisce quattro crediti.
Il professore che lo tiene, è un misero assistente di un grande luminare della linguistica (così dicono tutti). Porta un riporto con riccioli incerti che sono raggruppati. Lo porta anche se non è calvo, ma non ha i capelli lunghi per una frangia. Anzi, forse sarebbe ancora più ridicolo. Sono sicuro che non abbia tempo di studiare il suo look, giustamente. Non so se sia giusto però, passare una vita a studiare per poi lavorare all'ombra di un bastardo che è famoso, facendo le cose più elementari, cui il luminare non ha voglia di fare perchè si sente sprecato; e prendi pochi soldi. Penso che lui se ne renda conto, il suo sguardo me lo dice. Ha imparato a guardare un punto fisso dell'aula mentre spiega, senza rivolgere lo sguardo agli studenti. Ciò non crea imbarazzo, perchè è evidente che essere osservato ne crea a lui. Secondo me fa uno sforzo enorme a parlare in pubblico.
E' un corso del primo anno. Un'occasione per constatare l'evoluzione generazionale: froci e shampiste decisamente in aumento. Ci fanno leggere un articolo preso da Repubblica, abbastanza imbarazzante: dice che gli SMS sono importanti perchè possono arricchire la lingua. La giornalista prende spunto da una ricerca di un istituto di Cambridge, non specificato e interroga vari "esperti" delle parole.
Mi limiterò a definirli con le proprie professioni, omettendo i nomi:
1) Una scrittrice che non conosco dice che lei gli SMS non li usa se non per comunicazioni di servizio. Però ne approfitta per dire che ha scritto un nuovo libro. Manco le marchette sanno fare.
2) Un filosofo teoretico, dice che le abbreviazioni come il "ke" erano già presenti negli scritti in volgare del IX secolo. Scomoda McLuan dicendo che la sua profezia non si avvererà: il linguaggio si evolve e la scrittura resta. Penso che se ci rimarranno solo gli SMS come scrittura...
3) Un linguista elogia le regole di brevità degli SMS che stimolano la creatività e nuove forme di comunicazione.
4) Una semiologa elogia il carattere "democratico" degli SMS, dicendo che è un mezzo alla portata di tutti.
Dopo un esercizio stupido, si inizia una discussione sul valore dell'articolo dal punto di vista giornalistico. E un giovanotto con i capelli e la barba ossigenati - manco a 10 anni lo giustificherei - sostiene che sia un grande esempio di libertà nei mezzi di informazione, il fatto che ci sia spazio per le cazzate nei quotidiani.
Non per offendere la casalinga di Treviso o il pastore lucano: possibile che esista gente con un diploma, frequentante l'università, (una persona con una coscienza sociale decente o quanto meno che esiste) che la pensi in questo modo?
Sì, e vedere gente.. (nemmeno amici, sia chiaro) che gli da ragione, mischia in me tutte le possibili sensazioni negative, dal desiderio della sua morte ai quesiti esistenziali più irrisolti.