giovedì, marzo 30, 2006
 

Le vacanze dell'83, con Falcao e Cufrè...

Non ne posso più di andare ai concerti e trovarmi sempre questi facinorosi. I Baustelle hanno fatto i soldi con la major e sono dei venduti. Lo si vede quando un loro live si trasforma in un evento alla primo maggio, pieno di terroni caciaroni che urlano ubriachi. Dovrebbero fare una legge che vieti di richiedere le canzoni ai concerti, gli artisti non sono dei jukebox umani. Inoltre non si deve saltare e pogare, non siamo mica dei bambini. E poi uno di questi cattivoni mi ha sporcato la giacchetta di velluto nuova con del liquido dolciastro. Io gli ho fatto una faccia cattivissima, ma non mi vedeva. Deve ringraziare che avevo gli occhialetti da geek, altrimenti lo avrei preso a pugni.
Mamma mia che schifo, stavano sempre a dire parolacce e a bestemmiare. Hanno urlato al cantante "FACCE VEDE' ER CULO!", davvero indegni.


Aprono i Devics, americani che hanno vissuto a Faenza per un po' e si dice siano molto innamorati dell'Italia. Pop molto raffinato e delicato. Parecchi brani del disco in uscita "Push the heart". Hanno suonato pochino, ma rimangono una realtà interessante.  

I Baustelle tornano a Roma con le novità annunciate: un disco nuovo su major; alcuni elementi del gruppo sono cambiati. Gli effetti si vedono chiaramente e mostrano una crescita notevole anche nella resa di alcuni brani dal vivo. I Baustelle suonano meglio, non so se sia per i mezzi che hanno a disposizione ora o per i nuovi membri. La voce di Rachele si sente un po' di più anche se rimane sporcata da effetti vari. Quando prende il microfono di Francesco va decisamente meglio.
La scaletta del concerto si concentra nella promozione del nuovo album e si completa con molti episodi degli esordi: "La canzone del riformatorio", "Gomma", "La canzone del parco", "Le vacanze dell'83". Leggermente trascurato "La moda del lento", dalla quale non viene eseguita nemmeno "Arriva lo ye-ye". "Arrivederci" dal vivo è stata completamente stravolta e resa irriconoscibile. Personalmente preferivo l'originale.
Stasera il gruppo replica al Circolo degli artisti e penso che alcuni brani esclusi verranno fatti. Il fatto che abbiano fatto due date secondo me ha influito un bel po' sulla durata. Ma va bene così. Non li ho trovati snaturati, non faranno più soldi di prima e comunque chi se ne frega.

scritto da SigurRoS | 20:22 | commenti (5)


lunedì, marzo 27, 2006
 

Il Caimano

Da fan di Moretti sono andato al cinema con grandi aspettative. Dico subito che non sono rimasto deluso, affatto. Le critiche, le polemiche, sono abbastanza fuori luogo. Non c'è solo il Presidente del Consiglio; il film passa in rassegna vari aspetti dell'Italia odierna, dal declino del cinema, alle crisi delle famiglie. In questo contesto Berlusconi fa da sfondo emblematico: è normale che il Caimano esista in Italia e non altrove.
La trama è stranota:
Bruno Bonomo (Silvio Orlando) è un produttore di vecchi b-movies di successo come "Cataratte", "Violenza a Cosenza", "Maciste contro Freud" e "Mocassini assassini". Ha un matrimonio in crisi con Paola(Margherita Buy) e il divorzio è alle porte. Riceve una sceneggiatura di una giovane registra, Teresa(Jasmine Trinca), che vuole fare un film su Berlusconi, perchè - dice lei "Va fatto". Le difficoltà di realizzare un film su un personaggio del genere si intrecciano con quelle della sfera privata di Silvio Orlando: trovare un produttore (la rai rifiuta), trovare l'attore protagonista (lo stesso Moretti rifiuta, Placido accetta ma poi abbandona); Bruno e Paola si separano e Paola frequenta un altro.
 Ci si attiene semplicemente a ciò che ormai è storia: Milano 2; le società off-shore; gli scontri con Montanelli; la discesa in campo; le vicende giudiziarie.  Le vicende pubbliche del Cavaliere durante il periodo nel quale si deve realizzare il film di Teresa, fanno da sfondo e sono tratte dal Berlusconi "vero" (come la vicenda del "kapò" al Parlamento Europeo).
Non è un documentario alla Michael Moore con nuove verità scottanti, perchè nel film lo stesso Moretti nei panni di un attore al quale viene proposto il ruolo del Caimano dice che "Ormai sono cose che sanno tutti".

Gli appassionati del regista troveranno tutti gli elementi tipici del suo stile, anche se lui non è il protagonista. Penso che abbia deciso di non apparire (tranne che nel finale) perchè in tutti i personaggi compaiono parti del suo pensiero. Avrebbe dovuto interpretarli tutti. Silvio Orlando che l'ha sostituito è un signor attore. Lui, Margherita Buy e Michele Placido rendono alla grande.

E' stato definito come un film pessimista. "Berlusconi ha già vinto" è una frase che esce sembre dalla bocca del Moretti-attore. Il controverso finale poi secondo la critica accentua la visione pessimistica: nella scena finale del film, Nanni recita il Cavaliere (alla fine il Caimano lo interpreterà lui) che viene condannato in uno dei suoi processi. All'uscita dal palazzo di giustizia rilascia dichiarazioni pesantissime alla stampa, parlando della sua condanna come della maggior sconfitta della democrazia. Mentre Moretti-Berlusconi si allontana sulla sua auto blu, si lascia andare in un monologo che attacca la sinistra e gli alleati ingrati che lui ha portato al governo ("ho portato fascisti in parlamento", "democristiani che erano in strada a battersi il petto"). Dietro di lui, i suoi sostenitori fomentati dalle dichiarazioni, assaltano il palazzo di giustizia a colpi di molotov bloccando i magistrati all'entrata, i quali arretrano intimoriti, come dei topi senza via di scampo davanti al gatto. E' una delle scene più cariche di simbolismo dell'intera filmografia morettiana.
Io penso che oltre alla rappresentazione dell'Italia allo stato attuale, il film dia anche un messaggio di speranza. Bruno dice che lui ha votato Forza Italia, ma gradualmente durante il film subisce una conversione quasi inevitabile e si rende conto della necessarietà di fare il film. Non ha soldi, ha perso la moglie eppure vende a quest'ultima il suo appartamento per ricavare il denaro necessario a girare l'ultima scena. Un gesto estremo precedente al finale che lo pareggia.

scritto da SigurRoS | 22:47 | commenti (7)


giovedì, marzo 23, 2006
 

*Oggi alla facoltà di Lettere e Filosofia di RomaTre si è svolto un dibattito dal titolo "Un'altra Tv è possibile", organizzato da University Tv, con Marco Travaglio e Sabina Guzzanti che illustravano una proposta di legge di iniziativa popolare per la riforma del settore radiotelevisivo. Per tutte le informazioni c'è il sito ufficiale della proposta. Brevemente, si tratta di una proposta che mira a regolamentare il servizio pubblico radiotelevisivo in modo da garantire il pluralismo, la professionalità e soprattutto a sottrarre la Rai all'ingerenza dei partiti politici. Vi invito a firmare nelle varie occasioni che sono nel calendario sul sito.

Il dibattito si apre con l'assenza di Sabina Guzzanti, bloccata nel traffico di Roma. E' dunque Travaglio a prendere la parola, dopo una breve introduzione di Gianluca Martone di University Tv (ragazzo bravo e intelligente). Il giornalista illustra la situazione attuale della Rai, parlando dell'influenza partitica come di una malattia. Sia chiaro, in questo contesto metaforicamente Berlusconi non è la malattia, ma uno dei sintomi più estremi, in un sistema che è storicamente da sempre, basato su criteri/organi di controllo del pluralismo, della qualità del servizio che non possono funzionare proprio per la loro natura partitocratica. Nella Prima Repubblica i partiti si spartivano nel vero senso della parola le tre reti: alla DC raiuno, ai socialisti raidue, al PCI la terza rete.

Tutto viene portato a conseguenze estreme con il Cavaliere: il proprietario del maggior concorrente della Rai è anche colui che ha il potere di nominare il presidente dell'azienda, in questo caso Petruccioli, un senatore DS, così da poter dire che la Rai è in mano ancora ai comunisti. Ma la spartizione del potere appare ancor più evidente nelle redazioni dei telegiornali. Dopo Mimum, al Tg1 c'è un vicedirettore di sinistra, ; al tg3 c'è il direttore della Margherita e il vicedirettore di AN.
Nei particolari degli organi della Rai oltre al Cda, con membri di partiti di opposizione e maggioranza c'è anche la famosa Authority, che abbiamo preso in prestito dalla BBC. Solo che nel Regno Unito è costituita da persone estranee alla politica; da noi è un riciclo di trombati, visto che ne fanno parte persone come Guazzaloca e Fortunato (condannato per violazione della privacy, uno che dovrebbe tutelarla).
Da questo sistema poi è facile vedere come possano emergere personaggi del calibro di Bruno Vespa, Socci, Anna La Rosa (definita da Travaglio come una cameriera anzichè giornalista, visto che nel suo programma offre cannoli siciliani ai politici) e come possano venire affossati Santoro e Biagi.
Quello che Travaglio contesta non è che un giornalista sia meno imparziale di un altro, quanto il fatto che ci siano differenze di professionalità abissali fra un Santoro e un Socci, oltre che di ascolti (Santoro faceva uno share del 20%, Socci il 3,5%).

Mentre il giornalista di Micromega parla anche il Prof. Gamaleri arriva e si siede alla cattedra. A volte scuote la testa, a volte appalude. A volte sta zitto e fa bene. Tanto per ricordare chi è: Gamaleri Giampiero era nel cda Rai, in  quota An. In un articolo per il Giornale contesta “quella Rai che insulta la maggioranza dei cittadini”: il riferimento è al programma di Daniele Luttazzi, con Anna Falchi che si toglie le mutande, e a quello di Serena Dandini e Corrado Guzzanti. “La tivu spazzatura può essere combattuta, la qualità è apprezzata da molti”.

La Guzzanti arriva dopo una buona mezz'ora di monologo di Travaglio che, in onore a lei, chiude con l'argomento satirico, riguardo allo spettacolo di Paolo Rossi «Questa sera si recita Moliere», acquistato dalla Rai, che ne mandò in onda solo il primo atto, censurando la seconda parte(certe cose in rai nemmeno le guardano prima di mandarle in onda), con la motivazione che conteneva ben 10 parolacce, che all'una di notte non possono andare in onda. Gli avvocati di Rossi hanno a loro volta presentato una denuncia contro la censura, poichè all'epoca in fascia protetta andava in onda Casa Pappalardo, che di parolacce ne contava ben 41 al giorno.

Sabina inizia prendendo spunto da una chiacchierata di cinque minuti prima, avuta con alcuni studenti che partecipano ad University Tv. A quanto pare questa Tv dell'università non svolge quasi mai una funzione di denuncia e spesso si autocensura per evitare pressioni dal Rettorato e da vari organi di ateneo.
Martone, chiamato in causa in prima persona, cerca di replicare, ma essendo emozionato perchè parla a 1200 persone deve muovere tre obiezioni prima di azzeccarne una minimamente giustificabile:
- La prima: "eh, ma noi c'abbiamo pochi soldi..." smontata dalla comica con "non servono soldi per dire la verità"
- La seconda: "eh, ma noi oltre alla funzione di televisione dobbiamo anche avere una funzione di formazione degli studenti che partecipano" smontata con "embè?"
- La terza: "il fatto che noi abbiamo organizzato questo dibattito dimostra la nostra buona fede e la volontà di portare avanti qualcosa di alternativo.. blablabla" non smontata perchè la Guzzanti ne ha le palle piene.

Anche la Guzzanti riprende il tema della proposta di legge popolare, ma lo fa in maniera meno efficace di Travaglio, probabilmente perchè è meno preparata. Se la cava meglio sul suo terreno, quando comincia a fare l'imitazione della Annunziata che commenta lo scontro avuto nella sua trasmissione con Berlusconi.

Le domande degli studenti sono abbastanza banali, come se durante tutto il dibattito non avessero sentito un cazzo. Ha senso chiedere se "da quando siete stati censurati ad oggi, la vostra opinione su Berlusconi è cambiata?", "Semmai in peggio" rispondono insieme Guzzanti-Travaglio.

Unico spunto di riflessione lo fornisce una domanda che in pratica dice "La Tv fa schifo, non è meglio cercare altre fonti? Es. internet". Travaglio non è daccordo, poichè l'importanza della televisione nella vita degli italiani è decisamente maggiore rispetto a internet. E anche Grillo, lo ha riconosciuto firmando e appoggiando in un secondo momento la proposta di legge. Il suo blog è il più letto d'Italia ma non va oltre i 150mila accessi giornalieri; il tg1 lo guardano 8 milioni di persone. 
Se non ci fosse stata la fila di leccaculo la domanda che avrei fatto sarebbe stata la seguente:
Considerando che la nostra situazione in campo tecnologico è decisamente arretrata rispetto per esempio ai paesi come il nord Europa, dove c'è un tasso di informatizzazione della popolazione decisamente superiore, ciò che la legge di iniziativa popolare propone è decisamente un fatto positivo.
Ma che ne pensa Travaglio di un intervento massiccio e "strutturale" per favorire l'adeguamento tecnologico anche da noi?

*questo post è stato editato per volere di un personaggio che vi compare. Rimando ai commenti per aver chiara la vicenda.

scritto da SigurRoS | 22:50 | commenti (11)


martedì, marzo 21, 2006
 

Lo fanno tutti, lo faccio pure io. Dicono che sono estremista. Lo sapevo e non c'era bisogno di questo coso. Più che la vicinanza a tutti quei partiti di sinistra "radicale", apprezzo la distanza da FI e dalla Rosa nel Pugno (non so perchè, anzi sì).

scritto da SigurRoS | 00:59 | commenti (10)


lunedì, marzo 20, 2006
 

Chi ci capisce qualcosa è bravo

Thom Yorke si lamenta pubblicamente sul blog del fatto che le registrazioni del successore di Hail to the Thief stiano procedendo a rilento; a tal punto da scrivere quello sclero datato 13 marzo.

Intanto veniamo a sapere che i Radiohead hanno fatto la colonna sonora di un film basato sul romanzo "A scanner darkly" di Philip K. Dick. Il regista sarà tale  Linklater, che ignoro chi sia; l'attore protagonista è Keanu Reeves.
Ma la notizia (riportata anche da At Ease) è che nella colonna sonora, oltre a brani firmati Radiohead, ci sarà un brano di Thom Yorke, che dovrebbe far parte del suo disco solista.

Nessuno sta pensando che sia in pericolo il futuro della band, visto che in passato anche Greenwood ha fatto un disco solista per una colonna sonora(Bodysong). Certo, saremmo anche molto incuriositi, quasi contenti se uscisse qualche segno di vita, anche da un singolo. Però, sta diventando come 100 vetrine*.

(grazie a Simone)

*da quando l'ho genialmente accostata al fatto che è ambientata in un centro commerciale, dove io lavoro, è divenuta la mia telenovela preferita.

scritto da SigurRoS | 23:15 | commenti (1)


venerdì, marzo 17, 2006
 

Complimenti a Rockol:

Nel database "Thee Silver Mt.Zion" e "Tra-La-La Band"  vengono segnalati come due gruppi diversi, che fanno le stesse serate. Chi fa da spalla a chi?

scritto da SigurRoS | 13:54 | commenti (5)


giovedì, marzo 16, 2006
 

Prima che shinystat torni ad impazzire con la gente che cerca informazioni, conferme, smentite

Prima che la gente cominci a commentare i miei post fuori tema come al solito, cercando informazioni sui concerti/facendo complimenti dei quali non me ne può fregare un cazzo

dico che:

Sì, i Sigur ros tornano in Italia il 4 luglio a Ferrara, Piazza Castello

scritto da SigurRoS | 21:26 | commenti


venerdì, marzo 03, 2006
 

Il quotidiano questo sconosciuto

Oggi il mio corso in Scrittura e Media è finito. La professoressa ci ha dato un banalissimo esercizio da fare su Repubblica di oggi. Un esercizio che puoi fare su qualsiasi articolo, anche fotocopiato. Ma abbiamo dovuto comprare Repubblica: cosa non fanno questi professori per invitare qualche giovane coglione a comprare un quotidiano, eh?

La professoressa ha scelto Repubblica, perchè è il giornale più comprato e non è di partito. Almeno io sapevo che non fosse di partito, prima che oggi uno studente ha avuto da recriminare (nella foto, la mia espressione dopo aver appreso la notizia), dicendo "Eh eh" che tradotto significa "questi professori sinistroidi..". Poi però sempre lo stesso studente, interpellato al fine di scegliere a lui il giornale, non ha saputo dire nessun nome di quotidiano, tranne che il Corriere dello Sport.

Secondo voi è lecito pensare che uno studente di scienze della comunicazione (con aspirazioni giornalistiche) abbia, non dico la padronanza, ma almeno la capacità di saper leggere un quotidiano? Cioè, una scimmia ce l'ha, uno studente di comunicazione no.
La professoressa ci dice di leggere un articolo che sta nella prima pagina della cronaca di Roma. Lo stavo facendo quando, dietro di me vengo disturbato da quattro shampiste con aspirazione di diventare annunciatrici di spot pubblicitari di Biscardi. Queste qui non riuscivano a sfogliare il giornale (Repubblica è notoriamente il giornale più grande di tutti). Una di loro mi chiede.. "Scusa, sai dov'è la cronaca di Roma?", l'altra, per fare la saputella.. "Ma è prima o dopo lo sport?" "Ma dov'è lo sport?" "Oddio aiutaci" (nella foto la mia espressione facciale mentre osservavo la scena)

scritto da SigurRoS | 21:24 | commenti (13)