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martedì, luglio 31, 2007 A starring elf
Ogni tanto bisogna ricordarsi del gruppo da cui questo blog prende nome e dare qualche notizia per le decine di persone che da google arrivano qui scrivendo nel motore "sigur ros".Dunque, il gruppo islandese farà uscire il 5 novembre un doppio cd dal titolo "Hvarf - Heim". Il primo disco Hvarf conterrà tre inediti, ’salka’, ‘hljómalind’, ‘í gær’ e una versione nuova di Von. Il secondo disco Heim conterrà sei tracce acustiche: ’samskeyti’, ’starálfur’, ‘vaka’, ‘ágætis byrjun’, ‘Heysátan’ e ‘von’. Inoltre per la stessa data è prevista l'uscita di "Heima" un dvd del tour 2006 in Islanda. Nel film ci saranno vari estratti live, testimonianze ed interviste alla band. Il dvd ha un sito proprio, sul quale è possibile vedere il trailer. - Trailer su Youtube - Trailer scaricabile scritto da SigurRoS |
21:49 | commenti (5)
I dieci comandamenti
Converrà, onorevole, che lei milita in un partito, l’Udc, che dei valori della famiglia, della Chiesa ne ha fatto una bandiera... «E che i parlamentari dell’Udc non fanno l’amore? Certo che mi riconosco nei valori cristiani ma che c’entrano questi con l’andare con una prostituta? E’ una faccenda personale». Ma la ragazza lei l’ha pagata? «Posso garantire che non mi ha chiesto nulla. Io gli ho fatto spontaneamente un regalo. Sono un uomo pubblico ed è giusto che chiarisca come sono andate le cose. Andrò in questura con il mio avvocato....». Cosimo Mele, deputato UDC Basta confessarsi al prete, dire 2-3 ave maria e prendere l'Eucarestia. La Chiesa ha un indulto molto efficace. scritto da SigurRoS |
00:50 | commenti (7)
venerdì, luglio 27, 2007 scritto da SigurRoS |
21:44 | commenti (2)
domenica, luglio 15, 2007 Me chiamo "nun me fido de nessuno"
Finalmente dopo vari appuntamenti mancati riesco a vedere gli Ardecore dal vivo, alla festa dell'Unità di Roma.Per l'occasione vengono presentati in anteprima dal vivo i brani del nuovo disco, "Chimera" in uscita il 25 Luglio per Il Manifesto e in vendita in edizione limitata dopo il concerto. La scaletta è quindi incentrata su pezzi nuovi, con qualche classico. Il pubblico è vario: molti sono lì per caso, erano rimasti a dormire durante il dibattito; altri della serie.."che ce frega chi sona, vedemo"; poi ci sono i radical-chic, che hanno rinunciato a una seratina a Trastevere, perchè "cantano in romano, che folkloristici". Tutti seduti, con molte persone venute apposta solo per il concerto, costrette a stare ai lati in piedi, che dopo gli altri non vedono (si è anche sfiorata una piccola rissa). Purtroppo non vedo Geoff Farina sul palco. Al posto suo presumo ci sia il chitarrista Manlio Maresca, che ogni volta viene introdotto e preso benevolmente per il culo. Oltre ai tre Zu, a Felici e Venitucci, troviamo anche una sessione fiati di tre elementi. Alcuni brani di Chimera sono originali, composti da Giampaolo Felici: in "Nessuno" sono anche inseriti degli antichi stornelli romani e ritorna un tema caro al gruppo, quello del carcere. "Buon Natale" ripropone invece argomenti d'attualità e critica l'ipocrisia dei giorni d'oggi. Fra le nuove reinterpretazioni spiccano sicuramente "Sinnò me moro" eseguita anche da Gabriella Ferri. "Beatrice" è un'altra canzone tradizionale che parla di una donna che viene portata al patibolo. Dovrebbe essere ispirata alla storia di Beatrice Cenci. La melodia è commovente, peccato per l'assenza degli archi dal vivo. "Quel ritmo americano" è una canzone ironica dal ritmo molto incalzante che Felici introduce come "canzone contro gli americani all'epoca, forse attuale anche oggi". "M'affaccio alla finestra" ha un testo che risale al XVIII secolo e viene riproposta in un blues trascinato dal trio Zu, che rappresenta l'intero motore ritmico del progetto. Felici dal canto suo sembra nato per cantare Roma. Il gruppo fa una pausa e la gente se ne va: si vede che non sono abituati e pensano che i concerti si chiudano appena l'artista lascia il palco la prima volta. Come prassi invece gli Ardecore tornano per riproporre alcuni "classici" del primo album. La chiusura è straziante: "Madonna dell'angeli" l'invana preghiera di un uomo che ha realizzato i suoi sogni (il matrimonio, figlio in arrivo) e perso tutto (moglie e figlio nascituro) in un colpo solo; "Lupo de fiume" incentrata sulla mitica figura del barcarolo romano, qui in una drammatica storia dove il Tevere esegue i giochi del destino. I corpi del barcarolo e del pupo scivolano nel fiume. La morte ride. scritto da SigurRoS |
18:12 | commenti (4)
venerdì, luglio 13, 2007 Between the click of the light and the start of the dream
A Piazza Castello c'è il pienone. Ferrara è l'unica data italiana del tour degli Arcade Fire. Prima di loro salgono sul palco gli A Classic Education. Durante il concerto ho ignorato che fossero loro ed ero troppo preso dall'attesa per i canadesi, per ascoltarli decentemente. Li ho riconosciuti solo quando hanno suonato "Stay son" che comunque rimane un gran pezzo. Gli Arcade Fire salgono sul palco e sono una decina. La scenografia è tutta incentrata su Neon Bible, con luci animate che ripetutamente comporranno la copertina del disco. Partono bene con "Keep the car running" che scatena il primo di una lunga serie di battimani. Proseguono subito con uno dei pezzi migliori di Neon Bible (anche se già conosciuto prima del secondo disco), "No cars go". Due brani e il concerto è praticamente decollato. "Haiti" rallenta un po' i ritmi e anche qui parte il primo coro "UUUhuUuhUUuhU". Battimani e coretti saranno una costante del concerto, non sempre opportuna, ma comunque è normale visto il pubblico da stadio. Win Butler è decisamente in forma vocalmente e sua moglie Régine non è sicuramente da meno. "Black Waves/Bad Vibrations" le riesce decisamente bene, nonostante si temessero stonature. Si alterna a una serie impressionante di strumenti: batteria, tastiere, xilofono, arpa (?), fisarmonica. Devo rivalutare l'ultimo disco: dopo un primo innamoramento fulmineo, non ritenevo reggesse il confronto con Funeral. Ora penso che gli sia superiore, forse. Anche le tracce che mi sembravano abbastanza banali come "Antichrist tv blues" o "The Well And The Lighthouse" dal vivo hanno una marcia in più e trascinano. Non mancano i pezzi forti del primo disco, che vengono ripescati verso la fine dell'esibizione: "Tunnels" era fra le più attese e non delude. Da togliere il fiato la combinazione "Power out"-"Rebellion(lies)" che viene eseguita senza interruzioni e conclude la prima parte del concerto. La band di Montreal torna sul palco per eseguire ancora due pezzi, "My body is a cage" con tanto di Butler all'organo e "Wake up" per la gioia di tutti, che "se non la fanno mi sparo". Un'ora e mezza di grande pop-rock, con l'orchestrina che funziona alla perfezione. Con un secondo encore e "In the back seat" sarebbe stato fra i migliori concerti che abbia mai visto. Ci va molto, molto vicino. Angolo multimediale: - Foto: Scaletta - Video: No cars go
scritto da SigurRoS |
03:23 | commenti (3)
domenica, luglio 08, 2007 I wanna know! Should I stay or go?
E' il 07-07-07. In tv c'è il Live qualcosa, con Agnelli che tenta in tutti i modi di farsi cacciare dalla trasmissione. Non so se poi ci sia riuscito. Con quest'immagine esco di casa e comincia il viaggio per andare a vedere i Sonic Youth ad Ostia Antica. La Via del Mare scorre a tratti. In coda, gruppi di coatti da spiaggia insieme alla gente che va al concerto. Parcheggiamo in una delle vie traverse, vicino al Teatro. Seguono due ore di vagabondaggio fra una pizza e una birra e le magliette da scegliere per il dopo concerto. Il pubblico che va a vedere i Sonic Youth è abbastanza omogeneo. Vedo magliette di: Nirvana, Metallica, Motorhead, Radiohead, Joy Division, Cure. Notevole anche la presenza di una nuova categoria di persone: le "ragazze myspace", ossia quelle che sono facili trovare sul celebre sito, in gallerie di foto fatte col braccio teso a tenere la macchinetta, mentre si ammicca all'obiettivo. Dette anche "vorrei essere una sucide girl, ma non sono così troia". La fila chilometrica per entrare agli scavi non ci spaventa e scorre più velocemente del previsto. All'ingresso un tipo con la maglietta con scritto RSI mi strappa il biglietto. Scopro guardandandolo da dietro, che significa Rete Servizi Italiani, o qualcosa del genere. Entriamo nel Teatro Romano che ci sono gli Zu sul palco. Stanno finendo, a saperlo prima magari. Io e Claudio ci posizioniamo nella fossa, mentre Gianpiero, Federica e Sara decidono di godersi il concerto tranqullamente seduti sulle gradinate. Poco dopo le dieci, i quattro newyorkesi fanno il loro ingresso sul palco salutati dalla folla di un Teatro gremito come mai mi era capitato di vedere nei concerti precedenti. Moore presenta al microfono Daydream Nation, il loro disco migliore (secondo alcuni no, vabè). Lo suoneranno tutto, seguendo la scaletta rigorosamente. E quindi si parte subito fortissimo, con "Teenage Riot". Parte il pogo, il più bello della mia vita. E' un pogo di professionisti, nessuno si fa male, nessuno è a gomiti alti, si saltella si rimbalza. Viene sollevata una tempesta di terra e sabbia che tutti respirano a pieni polmoni. I più organizzati si tolgono le magliette e si coprono il volto: sembra il g8 di Genova. Idem per "Silver Rocket" eseguita alla perfezione. "The Sprawl" regala attimi di quiete, prima della mia preferita del disco: "'Cross the breeze" è il delirio. Il pubblico delle prime file canta finchè ha fiato in gola, cioè per pochissimo. In queste prime quattro canzoni ovviamente Kim Gordon e Thurston Moore sono i protagonisti. Con "Eric's Trip" anche Lee Ranaldo ha il suo momento di gloria. "Total Trash" è di una potenza inaudita, con il suo riff che a metà pezzo si perde in deflagrazioni noise, per poi riprendersi in un crescendo di velocità in cui anche basso e batteria ci vanno pesante. Su una tiratissima "Hey Joni" torna Ranaldo alla voce. Somiglia a Maieli, questa cosa m'inquieta non poco(gli studenti di csg, capiranno). "Providence" è provvidenziale (ah ah) per riportare un attimo la calma. Anche su "Candle" la quiete prosegue, con scazzi fra pogatori e gente che in prima fila vuol vedere il concerto. Vengo avvicinato da uno dei pogatori che con accento sardo mi dice: "Vai che con la prossima riparte il pogo". Rispondo: "Mhh? Speriamo". Lui conclude con: "Non sarà il Gods of Metal, ma va bene uguale dai!". Ora capisco: i miei capelli lunghi mi fanno sembrare ai suoi occhi un metallaro. Comunque aveva ragione, su "Rain King" e "Kissability" si riparte. Secondo alcuni quest'ultima è eseguita sottotono, ma non direi. Forse anzi è troppo fedele al disco. La Trilogia chiude la parte dedicata a Daydream Nation. Quindici minuti perfetti in tutte e tre le parti, dall'accellerazione iniziale di The Wonder, passando per Hyperstation con qualche improvvisazione, fino a Eliminator Jr. con Moore che saltella come un ventenne. Rientrano per alcuni pezzi dal loro ultimo disco Rather Ripped. Esco dal pogo mentre parte "Incinerate". Ad affiancarli c'è un secondo bassista, che a quanto pare è quello dei Pavement. Così Kim è più libera di cantare e danzare come la ragazzina che ancora sembra. Vengono richiamati a gran voce sul palco per la seconda volta. Certo, Daydream Nation è un'altra cosa rispetto a Rather Ripped, che comunque dal vivo rende meglio. Un esempio di come invecchiare con dignità. In conclusione, due ore piene di emozioni uniche. Angolo multimediale: Foto: ne aggiungerò. Video: Per ora su youtube ho trovato questo - Teenage Riot (intera) Teenage Riot(parte da visuale migliore) - Silver Rocket - The Sprawl - Eric's Trip - Total Trash - Candle - Un pezzo di 'Cross the breeze - Reena Audio: vediamo cosa ha registrato Gianpiero scritto da SigurRoS |
21:25 | commenti (3)
lunedì, luglio 02, 2007 Hot perfection
L'ultima volta che avevo visto i Giardini di Mirò era stato a Ostia, di spalla ai Mogwai. Settembre scorso, notevoli problemi tecnici e un nuovo disco in uscita non ancora rodato. In più una serie di scazzi con l'organizzazione. Avevo disertato per motivi universitari la data record del circolo. Quindi eccoci alla festa dell'Unità, dove ero abbastanza curioso di sentirli. E ieri i Giardini di Mirò, come dicono quelli fomentati "hanno spaccato". Formazione allargata, con tanto di Emanuele Reverberi alla tromba e al violino. I brani tratti dall'ultimo disco suonano bene, con grande energia. "Cold perfection" è stata magnifica. "Dividing opinions" e "Embers" mostrano Jukka e Corrado cantare ormai senza incertezze. Su "Brocken by" addirittura vedo persone che conoscono le parole a memoria. Dal passato vengono ripescati classici, "Trompso is ok", "Pet life saver" e la conclusiva "A new start" con finale "atipico" rispetto al solito. Anche "Given ground" e "When you were a postcard" appartenenti al "periodo Raina" questa volta sono cantate dai due chitarristi. Tutti questi pezzi sono arricchiti e non poco dal violino e dalla tromba del fratello di Jukka. Una gran bella scaletta. Un concerto visto con il sorriso di chi guarda consapevole la maturazione di un gran gruppo. Che poi lo sono sempre stati. Tornando al post precedente, forse oggi i Gdm sono quello che dovrebbero essere i Marlene Kuntz dopo i primi 3 dischi. Hanno fatto un cambiamento e gli è riuscito bene, è stata una crescita. P.s. Dietro di loro lo striscione "Per il Partito Democratico" questa volta c'è. Conoscendo l'opinione di Jukka in merito, ho provato a invitarlo a toglierlo. Ma senza farmi sentire, anche per paura del temutissimo servizio d'ordine della Festa dell'Unità: gente che gira col ferro in vista senza problemi (giustamente). scritto da SigurRoS |
20:44 | commenti (1)
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