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lunedì, marzo 31, 2008 ELECTIONEERING: Altro che Voi siete qui... Dimmi chi sei e ti dirò cosa voti.. e altre stronzate
Finalmente un vero test, con domande chiare e risposte altrettanto chiare IL TEST DEFINITIVO scritto da SigurRoS |
00:37 | commenti (6)
giovedì, marzo 27, 2008 Comunicazione di servizio pubblico
![]() Sì, i Sigur ros, tornano in Italia. scritto da SigurRoS |
21:48 | commenti (10)
mercoledì, marzo 26, 2008 Tutta la vita davanti
Il nuovo film di Virzì è ben fatto. Visto ieri in anteprima a La Sapienza con gran parte del cast presente. La storia in breve e senza spoiler è quella di Marta, ragazza laureata con 110 e lode in Filosofia. Uscita dall'università le sue varie richieste di lavori dignitosi e consoni al suo titolo sono tutte rifiutate. Trova lavoro in un call center. Da qui si troverà a dover fronteggiare situazioni che mai si sarebbe immaginata.Dicevamo ben fatto. Le scelte degli attori sono azzeccatissime e ogni attore sembra fatto apposta per il personaggio. La protagonista (Isabella Ragonese) è la meno conosciuta, ma è perfetta: non è bellissima ed è credibile; Mastandrea fa il sindacalista sfigato e dunque in quanto sfigato va benissimo; la Ferilli mi ha sorpreso molto, recita; Micaela Ramazzotti è bella, brava anche nel fare la "stupida". Chi vi scrive è ovviamente emotivamente coinvolto, visto il lavoro che fa. Dunque io non posso non apprezzare tutta la storia, che magari a molti sembrerà piena di retorica. Allo stesso tempo credo di essere abbastanza indicato per dare un giudizio sulla rappresentazione del mondo dei call center e del lavoro precario. E in questo aspetto secondo me sta il maggior pregio del film di Virzì. Apparte qualche forzatura che serve a dare colore e a far ridere, la pellicola coglie alcune caratteristiche peculiari. Nel "finto" call center, ritrovi l'ipocrisia e la forzata motivazione che chi dirige vuole darti. Ti scopri spiegato con le "vecchine". Entri in un meccanismo di "mors tua, vita mea" dai le fregature, con voce rassicurante. Tutto questo è rappresentato molto bene. Mi è sembrato di guardarmi allo specchio. Credo che qui sia anche merito del libro "Il mondo deve sapere" di Michela Murgia, diario di un mese da operatrice di call center. Tuttavia bravo il regista a trasporlo bene. Altro pregio è la varietà di emozioni che vengono suscitate. Si ride, si riflette, ci sono momenti poetici, ci si può anche commuovere. Divisi tra spensieratezza e futuro incerto siamo ogni giorno costretti ad andare avanti. Dopo qualche prova deludente Virzì torna a rappresentare degnamente il mondo giovanile. Tutta la vita davanti [TRAILER] scritto da SigurRoS |
16:16 | commenti (5)
sabato, marzo 15, 2008 E' difficile resistere al mercato Anna lo sa
Mai avevo visto un'attesa tale per un gruppo come i Baustelle. Biglietti in prevendita sold out da settimane; gente a fare una fila interminabile per l'ingresso senza prevendita almeno dalle 20. Valerio Mastandrea arriva e passa davanti. Avrà sicuramente il biglietto. All'ingresso ci viene detto che "c'è troppa gente il concerto non si vede, forse si riesce a sentire". La cosa non ci scoraggia, visto che ormai stiamo lì. Entriamo e in una sala vuota ci sono gli Statuto. Precisi, vestiti come solo loro sanno. Per un attimo sono anche tentato di vedermeli. I Baustelle nell'altra sala hanno iniziato da poco. Nel giro di una canzone riusciamo ad entrare nella bolgia di persone che era ammassata. I volumi sono decisamente alti. Ciò riesce a coprire le loro lacune live, visto che non è la loro dimensione ideale, per quanto siano migliorati con l'aggiunta di qualche elemento. La scaletta è ovviamente incentrata su Amen. Non è un disco che ho amato particolarmente: ha dei buoni spunti che si perdono nei troppi (17) pezzi. Il concerto ne risente, con dei momenti di stanca e molti pezzi "storici" che rimangono fuori. La forza dei Baustelle era il loro essere apparentemente semplici, ma non banali. Ora li vedo un po' appiattiti. A giudicare dalla folla presente a cantare le canzoni, la loro evoluzione sta dando frutti in termini di popolarità non indifferenti. Bianconi ha degli occhialoni, molto Jarvis Cocker wannabe. Rachele è bellissima, migliorata in presenza scenica. Canta molti pezzi, ormai ha il proprio spazio e quasi ruba la scena a Francesco. Anche quando canta lui, la gente urla "Brava Rachele". Degli altri segnalo il bassista con la nostra maglietta Garbatella (qualcuno sa perchè?). Qualche brano dei dischi precedenti ogni tanto interrompe la promozione dell'ultimo. Il Corvo Joe e La guerra è finita sono dei graditi ripescaggi da La Malavita. Ancor di più lo è La canzone di Alain Delon, unico pezzo preso da La moda del lento. E Francesco sbaglia anche una strofa (molto sintomatico, direi). L'esibizione è interrotta ogni tanto da problemi tecnici. In una pausa lunga per risolverli Francesco accenna Vita tranquilla di Tricarico. Visibilmente imbarazzato, non riesce a intrattenere più di tanto il pubblico e manda anche a fanculo il fonico. Si prosegue rassegnati al fatto che i problemi saranno una costante. La prima parte è chiusa da Baudelaire e una coda strumentale degna almeno di nota. Dopo la pausa canonica riniziano con Bruci la città. E' stata scritta per Irene Grandi, sembra che la facciano per dimostrare che sono in grado di fare il tormentone. Qualche fischio di fan integralisti viene sommerso addirittura da un coro di quelli dell'ultim'ora. Ai primi viene dato un contentino subito dopo con qualche brano del Sussidiario. La canzone del parco, fatta in maniera ottima con Rachele in gran spolvero. Gomma e La canzone del riformatorio vengono suonate in una sorta di medley veloce che le penalizza. Chiude "Andarsene così", decisamente azzeccata. I Baustelle sono in una fase di metamorfosi verso il pop (non nell'accezione positiva del termine) che potrebbe portarli a suonare nei palazzetti. Al momento la cosa non è completata e ci consegna un ibrido abbastanza amaro, con qualche piccola speranza. scritto da SigurRoS |
14:10 | commenti (7)
martedì, marzo 04, 2008 Lillo è BUONO
1997: Discorso di Guzzanti-Veltroni scritto da SigurRoS |
12:07 | commenti (6)
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