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mercoledì, maggio 28, 2008 Your hand in mine
A distanza di un anno gli Explosions in the sky recuperano la data italiana che cancellarono per via di un lutto capitato ad uno dei componenti. Il nuovo Estragon è vicino a un Lunapark. Non è male, più grande di quello che credevo e non verrà riempito del tutto. A supporto dei texani c'è Eluvium, grandissimo compositore. Molti snob sono qui più per lui che per il gruppo principale. Parte molto bene con "Under The Water It Glowed", ma è un concerto in calando e troppo breve per goderne a pieno. Purtroppo sarà difficile vederlo in Italia da solo per un'esibizione completa. Gli Explosions in the sky entrano nel delirio. Munaf Rayani prende la parola all'inizio. Lo rifarà soltanto alla fine. "Io parlo poco italiano", applausi. Mi aspetto la classica sviolinata ruffiana sull'Italia. E invece il chitarrista lascia parole, magari ruffiane sì, ma che fanno tenerezza. "E' per noi un onore essere qui... Noi siamo Esplosioni nel cièèèlo... Nella prossima ora... vi daremo il nostro cuore..".Mi spiace segnalare i soliti cafoni che durante i momenti di calma ne approfittavano per parlare e rovinare l'atmosfera sognante: un noto blogger amico di personaggi famosi; l'adescatore pazzo di persone di last.fm. Davvero incivili. La prossima volta andate a vedere Renato Zero. Dopo un po' rinuncio a richiamarli all'ordine e mi gusto il concerto. L'inizio è affidato a "The first breath after coma", ormai un classico inconfondibile dalle prime timide note. Cresce, pausa, ricresce, pausa, esplosione. E' tutto ipnotico, dalla limpidezza delle melodie alle deflagrazioni. Anche le movenze di Rayani. Alcuni brani sono eseguiti a tre chitarre, in altri compare il basso. La solita critica che viene mossa alla band è quella di variare poco ed eseguire i soliti cliché del post-rock, che ormai non ha niente da dire. Preferire i Mogwai o fare comunque paragoni non ha senso. Gli Explosions in the sky hanno uno stile sonoro inconfondibile. Sarà ripetitivo, ma è davvero un bel sentire. La scaletta è perfetta, c'è tutto quello che volevamo: "Yasmin the light", "Your hand in mine". Non eravamo gli unici ad avere il problema dei titoli. "La prima dell'ultimo" è dunque "The Birth and Death Of The Day", così come "Greet Death" è "La prima del secondo". Chiude "The Only Moment We Were Alone" per un totale di 8 brani, e più di un'ora di emozioni. La gente li acclama per un encore che io non mi aspetto, viste le esibizioni precedenti. E infatti non vengo smentito. Munaf (che poi è uguale a Sayid di Lost) torna sul palco da solo, ringrazia appassionatamente e dice che hanno finito. C'è il NOOOOO generale, ma è giusto così. Hanno dato tutto, mantenendo la promessa iniziale. Foto: vi rimando al link di last.fm-flickr. Ce ne sono di ottime. Video: Cercando su youtube per ora i migliori sono questi - Catastrophe and the Cure - The birth and the death of the day scritto da SigurRoS |
15:31 | commenti (6)
martedì, maggio 27, 2008 Með suð í eyrum við spilum endalaust
Nuovo album di inediti per i Sigur Ros. Il titolo è quello scritto sopra, che tradotto in italiano significherebbe "Con Un Ronzio Nelle Orecchie Suoniamo All’Infinito". La data di uscita è fissata per il 23 giugno, ma è molto probabile che venerdì 20 sia già disponibile nei negozi italiani. Prodotto insieme a Flood, sarà composto 11 tracce con il primo singolo, Gobbledigook (a questo punto attendiamo pure un video), che sarà disponibile in download sul sito ufficiale della band islandese da questa sera.Dal 2 giugno sarà possibile ordinarlo online (sempre dal sito, tramite Itunes) con la possibilità di un pre-ascolto in streaming il 9 giugno. Il successore di Takk arriva proprio a ridosso delle date italiane. A questo punto è abbastanza auspicabile che dei brani del nuovo disco verranno eseguiti nei concerti di luglio (11 Firenze, 12 Roma, 13 Milano). Ecco la tracklist:
scritto da SigurRoS |
19:11 | commenti (8)
domenica, maggio 25, 2008 Caro naziskin
Hey, amico! tu leggere qui Caro naziskin, io scrivere te con parole facili facili, così forse tu capire. Io leggo su giornali che tu essere ‘bestia’ e ‘belva’, ma io non credere. Io credere tu essere ignorante: e ignoranza è grande problema per tutti, anche per me. Perché persona ignorante è persona debole, e persona debole è persona che ha paura, e persona che ha paura è persona che diventa cattiva e aggressiva, e fa “bonk” con bastone su testa di poveraccio. Vere ‘bestie’ e ‘belve’ sono certi giornalisti (molti) e certa televisione (quasi tutta), che dicono stronzate così noi restare tutti ignoranti e potere resta in mano di potenti. Io vuole dire questo: se tu picchia un poveraccio, tu non dimostra tua forza. Tu dimostra tua debolezza e tua stupidità. Perché sua testa rotta non risolve tuo problema. Tuo problema è che tu vivere in periferia di merda, senza lavoro o con lavoro di merda. Tuo problema è che tu essere ultima ruota del carro. Allora tu volere diventare forte, e tu avere ragione. Ma nessuno diventa forte picchiando (quaranta contro due) due persone deboli. Se tu volere diventare forte, tu dovere ribellarti a tua debolezza. Tu dovere pensare. In tua crapa rapata esserci cervello. Tu allora usare cervello, non bastone. Tuo cervello avere bisogno di cibo, come tua pancia. Tu allora provare a parlare, a leggere, a chiederti perché tu vivere vita di merda. Questo essere: cultura. E cultura essere sola grande forza per migliorare uomo. Io sapere: leggere essere molto faticoso. Pensare essere ancora più faticoso. Molto più faticoso che gridare “negro di merda”, o “sporco ebreo”: gridare stronzate essere molto facile, basta vedere presidente skinhead Cossiga. Tutti essere capaci di insultare e odiare. Me non importare niente se tu avere crapa rasata e scarponi: per me, tu potere anche metterti carciofo su testa e tatuare tue chiappe. Me importare che tu rispetta te stesso, tuo cervello e tua dignità, così forse tu impara anche a rispettare altri uomini. Se tu grida “sporco ebreo”, tu dovere almeno sapere cosa essere ebreo. E se tu sapere cosa essere ebreo, tu provare a chiederti come sarebbe bello se bruciassero in forno tua madre, tuo padre, tuoi fratelli, tuoi amici e te. Se tu comincia a fare domande, tu comincia a vincere. Domande essere come chiavi di macchina: basta una domanda per accendere motore e andare lontano. Io molto preoccupato per te (e anche per testa di quelli che vuoi picchiare). Io preoccupato perché il potere, quando vede persone ignoranti e cattive, può fare due cose: metterti in prigione, e prigione è come immenso “bonk” su tua testa. Oppure servirsi di te come uno schiavo, mandarti a picchiare e torturare e bruciare mentre lui, intanto, vive in bella casa con bella macchina e bella figa. Vuoi essere libero? Tieni tua testa rapata, ma impara ad amare tuo cervello. Forza e potere abitano lì: dentro zucca, non sopra zucca. Ciao. Michele Serra (da Cuore del 27 gennaio 1992) scritto da SigurRoS |
13:38 | commenti (4)
lunedì, maggio 19, 2008 How long, how long
Until I see you? And when, and when does The light come shining through? Remember days when we were so young and Remember days when we were so young and We were so young and old A volte capita che i contrasti stilistici si uniscano nelle atmosfere (sognanti, che te lo dico a fa' ahah). E' il caso della serata di ieri, che vedeva esibirsi gli shoegazers Sea Dweller e i Gregor Samsa. Partiamo dai primi. Per loro ormai si può parlare di conferma, se ce ne fosse ancora bisogno. Vengono accolti tiepidamente dal pubblico di Ondarockers (ci sarebbe un loro dj set dopo) e finiscono tra grandi applausi. Stretti sul palco del locale fra le attrezzature del prossimo gruppo, lasciano andare un bel set caratterizzato dal consueto wall of sound e dai splendidi riff. Da tempo ormai si attende una prova sulla lunga distanza dopo l'ottimo EP Underwater Town. Quando tocca ai Gregor Samsa assistiamo a un laborioso cambio di palco. Gli americani sono infatti in sette e si portano una strumentazione abbastanza ingombrante, fatta di due lunghe tastiere, clarinetti, violino, xilofono oltre ai tradizionali basso-chitarra-batteria. Champ Bennett chiede luci "ferme" sempre sullo stesso colore senza cambi di luminosità. Dopo qualche prova viene accontentato. La band della Virginia inizia proponendo i brani dell'ultimo album, Rest, fra le migliori cose uscite del 2008. Sonorità soffuse e narcolessia slow sono le principali caratteristiche del gruppo, sulle quali scorrono le due voci di Bennett e Nikki King, una sorta di gemellina Mum, ma molto più intensa. Motore principale sono le due tastiere che a volte incedono all'unisono (Abutting, Dismanting) insieme all'ovattata batteria (Jeroen Van Aken). Il resto ruota creando aperture come il violino in First Mile, Last Mile canzone dal crescente pathos dove la voce di Nikki va alta in un claustrofobico sottofondo. Nella seconda parte trovano spazio anche brani di produzioni precedenti. Non solo slow-core, ma anche esplosioni di matrice post-rock, come in Young and old, pezzo ripescato dal capolavoro 55:12. Deflagrazioni anche nel mezzo della splendida One, dall'EP 27:36, dov'è sempre la melodia ad aprire e chiudere. Per più di un'ora il tempo si è fermato. Foto (le trovate tutte qui): ![]() scritto da SigurRoS |
13:13 | commenti (2)
venerdì, maggio 09, 2008 Istantanee di Afterhours
Personaggi: me e Tizio di 27-28 anni che ha scoperto gli Afterhours con Ballate per piccole iene, che prima si ascoltava gli 883 e ora sta vivendo la sua prima adolescenza "seria" aka un ritardato. T: "Manueeeeeeeeeeeelll!! GRAANDEEEEEEEEE!!" E: "Manueeeeeeeeeeeelll 20 EURO MORTACCI TUAAAAAAAA!" T: "Embè? Perchè?" E: "..." Parte Male di miele E: "Sììììììììììììììììì!!!" (detto con espressione alla Begbie di Trainspotting) T: "Oddio che fanno! Se menano, aiuto!!" Attaccano Bye bye Bombay T: "Evvai, il singolo nuovo!" E: "???" T: "Sì! Riprendere Berlino!" Agnelli inizia a cantare... "Steso su un balcone guardo il porto..." T: "Guarda eh, mo attacca il ritornello... "Non sareeeebbe bellooo riprendere Berlino.." Agnelli.."Bye bye bye bye bye bye bye Bombay.." T: "Ha cambiato in corsa le parole!! MANUEEEEEEL GRANDEEEEEEE!" E:
scritto da SigurRoS |
13:24 | commenti (12)
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